Rubinetti asciutti, i lettori ci scrivono

Continua lo "sfogo" dei cittadini della provincia. E-mail di protesta e qualche consiglio utile

La mancanza d’acqua è oramai un allarme in diverse zone della Provincia di Varese. Come già accaduto in passato Varesenews dà la possibilità ai lettori di dire la loro.  In particolare questa volta chiediamo di segnalare le situazioni a rischio e i problemi di approvvigionaménto idrico, raccontandoci come state vivendo questo problema. La mail è sempre la stessa: redazione@varesenews.it

Le lettere dei giorni precedenti (fino a giovedì 15 compreso)

Mercoledì 21 giugno

A proposito del vostro alticolo «Acqua per tutti, ma va razionata», prima della crisi idrica notavo gli abitanti innaffiare i loro orti e giardini quando il sole non era ancora tramontato, adesso, quando il sole è tramontato ed è buio «TANTI ABITANTI, NEI LORO GIARDINI AD INNAFFIARE FIORI, MANTI ERBOSI E ORTI».

Lorenzo

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Lunedì 19 giugno

Ma quando la smetteranno di prendersi gioco di noi, pensando che siamo
un popolo di ignoranti e boccaloni??
Quello che è successo nei giorni
scorsi è inconcepibile! Io vivo ad Azzate da pochi mesi, ho sempre
vissuto a Varese e in 30 anni non ricordo di aver mai avuto problemi di
mancanza d’acqua… Siamo nella provincia più piovosa, circondata da 7
laghi e ci vogliono far credere improvvisamente che l’acqua è finita
perchè non piove e perchè sprechiamo tanta acqua inutilmente.
La verità
è che un paio di settimane fa, durante i lavori della nuova rotonda di
Malnate, vicino all’Iper, gli operai hanno rotto le tubazioni
dell’acqua che è uscita ininterrottamente per 3 giorni…ecco da dove
arrivava tanto spreco!
Pubblicate questo articolo, se non lo fate, vuol
dire che è vero e che è stato tutto messo a tacere…come al solito….
Grazie

Curly

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Buonasera,
mi piacerebbe per evidenti ragioni restare anonimo, ma, visto il problema di questi giorni, devo comunque aggiungere la mia email alle tante che qui ho letto.
Ho lavorato per un certo periodo per una società di Milano all’interno degli uffici della Regione Lombardia a Varese (ex Genio Civile) informatizzando molte pratiche anche di derivazioni acque ed incrociando i relativi canoni di pagamento presso l’Ufficio del Territorio di Varese.
Ebbene, per brevità…moltissimi comuni (direi la maggioranza) della provincia, secondo tutto quel che ho trovato (devo aggiungere scrupolosamente) negli archivi, non effettuavano (era il 2002) i regolari pagamenti dell’acqua da tantissimi anni (alcuni canoni li ho visti fermi addirittura da più di 10 anni!!!).
Come si pretende che il sistema idrico funzioni (derivazioni, carichi, approvigionamento, impianti di depurazione, tubazioni, sicurezza ecc…ecc..) se coloro che ne beneficiano poi non pagano i servizi?
Questa cosa in effetti me la chiedo da allora…io sono andato a toccare con mano incartamenti che parlavano chiaro sulla situazione…oggi sono passati quasi 4 anni e non so come sia la condizione ma di certo allora era quella dei frequentissimi canoni di derivazioni acque fermi da anni.
Non credo però che, nel frattempo, ai cittadini i comuni non facessero pagare l’acqua…come mai allora i comuni non la pagavano agli enti erogatori?
E’ sempre stata poco chiara questa vicenda…ai tempi lo chiedevo anche all’interno degli uffici in cui lavoravo, ma la risposta nessuno ha mai saputo darmela.
La trovo io? W l’Italia!!!
Vi ringrazio se posso non comparire con nome e cognome per evidenti motivi. Nel caso preferirei non apparire per nulla.
Grazie e cordiali saluti.

Lettera firmata

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Spettabile redazione, 
vorrei aggiungere una mia personale riflessione sul problema degli sprechi. 
Purtroppo a noi Italiani ci hanno insegnato a “ spegnere la luce” e a non
esagerare con la temperatura in casa per risparmiare, quasi mai ci hanno detto
di non sprecare acqua mentre si fa la doccia o riparare il rubinetto perchè è
un inutile dispendio di risorse.  Anche perchè l’acqua “costa poco” basta confrontarle con le bollette del gas o del telefono.  La sproporzione è evidente, il costo dell’acqua è notevolmente più basso. Ecco cosa pensano gli italiani.
Ogni anno in estate, la penuria di acqua potabile solleva ampie e giustificate proteste che richiamano la generale attenzione sul problema.
Poi, con l’autunno, ricominciano le piogge, le fonti si rimpinguano e la memoria breve degli italiani dimentica, in una sorta di tacito appuntamento per l’estate successiva.

Gianni Centorrino, Induno Olona

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Gentile Direttore e gentili cittadini della provincia di
Varese, ho appreso dai telegiornali e dalla carta stampata il forte disagio del quale soffre il vostro territorio a causa della siccità.
Siamo tutti d’accordo che il problema non sia temporaneo in quanto si ripete con regolarità già da qualche estate e
con intensità crescente.
Siamo tutti d’accordo che la soluzione del problema stia in un uso più razionale delle nostre risorse idriche, evitando inutili sprechi.
Ma la cosa forse più importante di tutte, e che forse non è stata sottolineata a sufficienza, è che questo "risparmio idrico" deve essere costante nell’arco dell’anno in modo tale che si riescano a reintegrare le scorte d’acqua negli invasi sfruttando i periodi dell’anno più piovosi.
Lo so, adesso i più pessimisti, staranno pensando che ci si dovrà rassegnare a periodi d’interruzione costante
dell’acqua da gennaio a dicembre ed invece….NO!
La bella notizia è quindi che non è necessario (almeno per ora..) arrivare a misure così drastiche.
Esiste in commercio un prodotto del costo di pochi euro e
di semplice installazione che permette di risparmiare fino al 50% dei consumi d’acqua dovuti a docce e rubinetti; arrivando a produrre un risparmio fino al 25% del consumo
d’acqua totale di una famiglia (esclusi, come sono, lo
sciacquone, lavatrici e lavastoviglie, gran parte degli usi di cucina e la pulizia della casa).
Si tratta di particolari "riduttori di flusso" che (cosa
ancor più stupefacente..) vengono prodotti e venduti da
una società italiana. Inoltre la loro efficacia è stata
testata da Legambiente e dall’Università di Pisa.
Vi invito ad andare a leggere l’informativa del prodotto a questo link:
http://www.mercidolci.it/acqua.htmled a porre particolare attenzione ai risultati del Progetto
Bagnacavallo.
In conclusione sono convinto che sarebbe una grande idea se i vari Comuni per conto della popolazione o l’ASPEM
finanziassero l’acquisto di questi semplici dispositivi e
li distribuissero alle famiglie per installarli su larga
scala. Oppure ancora si potrebbero creare dei gruppi d’acquisto formati dagli stessi cittadini. Tutto questo per avere economie di spesa sull’acquisto del prodotto.
Grazie mille per l’attenzione

Salvatore Lavena

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Sabato 17 giugno

Caro direttore,

vorrei sapere una cosa riguardo al consumo di acqua. Io ho vari vasi di
fiori e rose in giardino, che vorrei salvare e quindi devo inaffiarli.
Ho pensato di prendere quattro canestri da 20/25 litri e recarmi al lago a
riempirli. Se dovessero arrivari i vigili mentre sto bagnando i fiori, come potrò
dimostrare che si tratta dell’acqua del lago?
Cordiali saluti

Leonardo Bertoni

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Arrivare a casa e non avere l’acqua, non poter uscire, non essere 
presentabile… quanti problemi!!!
Ma visto che un terzo o addirittura metà della popolazione varesina è 
all’asciutto (stando ai titoli allarmistici de "la provincia"), non sarebbe il caso forse di INTERROMPERE L’ATTIVITA’ DEGLI  AUTOLAVAGGI!?!?!!?!
Da Barasso, dove abito, fino a Varese centro ce ne sono ben 4 in  attività con almeno (sabato pomeriggio) 4/5 macchine ciascuno in attesa!!!!! Capisco che ci siano dei poveretti che non  hanno altro da fare che lavare la macchina il sabato pomeriggio e capisco anche le persone che vivono con gli autolavaggi, ma se c’è una così importante EMERGENZA SICCITA’, non penso che siano tre giorni di chiusura a rovinare le menti degli uni e degli altri!
Sono scandalizzato inoltre, dalle persone che se ne fottono della siccità e vanno a lavare la macchina. Sono persone che si meritano di vivere solo un giorno in paesi africani in cui l’acqua costa di più del tanto amato petrolio.

Davide de Gennnaro

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…certo che ritornare a casa dopo 12 ore di lavoro e trovare
nella cassetta della posta i "consigli di ASPEM" dopo che ha messo a secco Daverio da ben 10 giorni incolpando Giove pluvio, i pensionati che bagnano l’orto o il "maniaco " che lava l’auto  …questo è troppo !!!
Pensate che ci  spiegano, udite udite, come farsi la doccia, come lavare i piatti e come lavarsi i denti (è richiesta la laurea in odontoiatria x lavorare all’ASPEM???) … allora adesso tocca a me.
Possibile che l’acqua a Daverio è "finita" all’improvviso?
Possibile che una Società di spessore come Aspem, unitamente alle strutture pubbliche (comunali), non è stata in grado di prevedere e quindi gestire tale carenza?
Troppo facile agitare la frase " …" utilizzi vietati dell’acqua faranno mancare l’acqua a molti"… Troppo facile chiedere collaborazione ADESSO.
Perdonate la mia espressione di Daveriese DOC (SONO NATO A DAVERIO,IO !!!) … Scapaa ul purscel saraa sù ul stabiel….
ASPEM? NO Grazie… Alla nuova amministrazione l’invito a procedere autonomamente nella ricerca di acqua per il nostro paese (prendiamo esempio dai nostri vicini).

Donato
(incazzato).

Venerdì 16 giugno

Volevo fare i complimenti a chi gestisce le risorse d’acqua di Varese e provincia, perchè chiudono i rubinetti dei comuni mortali che devono lavarsi e lavare etc. ma non gli impianti che danno acqua per lavare con le idropulitrici le splendide (che orrore) facciate del cinema Impero!!! Complimenti!!!!!
F.
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Vorrei segnalare, alla faccia di quelli che prestano attenzione ai consumi dell’acqua come peraltro fatto presente con ordinanza del Sindaco di Varese, che in Via Novellina (Zona Capolago) all’altezza dei nn. 42-44 si continua ad irrigare i prati delle villette! Lo si può benissimo constatare al mattino presto quando il manto stadrale è completamente bagnato!!
Che vergogna! Beati i furbi..
 
Mory
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Desidero esprimere il mio parere di cittadino in merito all’emergenza idrica che ogni anno si puntuale si ripresenta nel periodo estivo.
 
I Comuni, dovrebbero far pagare l’acqua secondo l’utilizzo che ne viene fatto.
Per esempio uno che possiede la piscina può pagare l’acqua fino al triplo della normale tariffa domestica, chi possiede un autolavaggio deve munirsi di cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, poi può lavare tutte le auto che desidera. Chi deve innaffiare i parchi, i giardini ecc, potrebbe anch’esso munirsi di bacini naturali tipo fontane o altro per raccolgliere l’acqua piovana che il Signore ci manda. I comuni siti in prossimità dei laghi, possono semplicemente pompare l’acqua del lago.
Per scaricare l’acqua dei water, per lavare le auto, per bagnare la flora e per la piscina, si può tarnquillamente utilizzare l’acqua piovana, o dei laghi magari preventivamente depurata in caso di piscina.
Sono convinto che se si:
differenziasse l’utilizzo dell’acqua secondo le necessità e soprattutto la finalità;
d ifferenziasse la tassazione dell’acqua;
procedesse ad un serio e frequente controllo delle tubazioni esistenti;
finanziasse la manutenzione ordinaria e straordinaria delle tubazioni comunali, forse non ci sarebbero tutti questi problemi.
 
Di solito è sufficiente pensare leggermente un pò più in la del proprio naso, (vale anche per quelli lunghi), per risolvere i problemi o magari non avrli neppure.
 
Grazie, Filippo Maconi.

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Buongirono a tutti…
è due giorni che entro nel sito di VareseNews solo ed esclusivamente per leggere le email degli sfortunati varesini e varesotti che si ritrovano a dover centellinare l’acqua per potersi lavare!!!
Sono di Lozza e anch’io mercoledì pomeriggio ho vissuto nell’incubo di non potermi fare la doccia… Insomma siamo tutti sdegnati dal fatto che in mezza provincia le amministrazioni comunali non fanno altro che
dire "CITTADINI NON USATE L’ACQUA!" GRAZIE GRAN CONSIGLIO… se l’acqua non arriva come facciamo ad usarla??? Paghiamo tasse, imposte, oneri di urbanizzazione ma pare che questo non serva molto… i servizi essenziali non sono garantiti… Siamo solo al 16 di Giugno, questa è la prima vera "botta" di caldo e già chiudono i rubinetti?? Bha che in Italia qualcosa non vada per il verso giusto era piuttosto evidente ma che la zona dei 7 Laghi rimanga senz’acqua fa alquanto ridere!!!! Vi dirò qui a Lozza l’acqua arriva e anche con una discreta pressione….
quindi non mi lamento più di tanto…
Ora il mio pensiero vola in Sicilia, lì sono abituati a convivere con questo problema… forse se gli amici siciliani leggessero queste nostre email di proteste si farebbero grasse risate, in quanto loro è una vita che protestano… ma queste rimangono tali e l’acqua continua a essere latitante….

Ros

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Scrivo in merito alla scandalosa "emergenza idrica" che viene ad aggiungersi ad altri 1000 problemi del terzo mondo italico.
Innanzitutto mi vien da sorridere pensando ai piangina che si lamentavano della neve xkè non riuscivano a raggiungere i centri commerciali alla domenica in macchina!
Al posto di benedirla come manna, si lamentano perchè son costretti magari a far 100 metri a piedi o a dover usare i mezzi pubblici!
Adesso la lamentela si sposta (giustamente) sul fatto di non aver più acqua!
Personalmente non credo sia solo un problema di siccità perchè la stagione scorsa non è stata avarissima di precipitazioni. Fino a pochi giorni fa si vedevano ancora le cime innevate delle montagne.
E’ più che altro un problema di sovraffollamento della nostra provincia e regione. Bisogna capire che continuare ad asfaltare, costruire, cementificare distrugge l’ambiete, surriscalda l’ambiente e impermeabilizza il terreno.
L’acqua così scivola via e va persa insieme a quella "ignorantemente sprecata" da un popolazione troppo numerosa.
Quindi smettiamola di costruire case, parcheggi, tagliare piante (perchè è stata devastata per esempio la zona ombreggiata e una volta fresca che collega Varese all’autostrada???) e pensiamo piuttosto alle priorità della vita! Siamo saturi!
Saluti           

fra_paga@libero.it

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Guardo l’orologio e sono già le 15,00…
ma cosa succede l’acqua c’é ancora….???
vuoi dire che l’addetto ai rubinetti oggi sia in malattia….!!!!!


Luca P.

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Pubblichiamo il reclamo inviato da un lettore ad ASPEM – VARESE e per conoscenza al Presidente dott. Malnati, al direttore dott. Invernizzi, al direttore dott. Raimondi, al Comune di Varese, alla Provincia, alla Questura, alla Prefettura, alla Polizia Locale e all’Associazione Consumatori.                            
Con la presente segnalo quanto segue: a partire dalle ore 20 del giorno 14 giugno i rubinetti della mia abitazione sita in Varese, via san Gottardo, non hanno erogato più acqua sino alle ore 9.00 del giorno 15 giugno.
Il giorno 15 giugno dalle ore 16.00 l’erogazione dell’acqua è cessata ed a ora, 5.00 del giorno 16 giugno, dai rubinetti non esce più acqua.
Questo problema riguarda solo una parte degli abitanti del borgo; infatti per una restante parte delle case non vi sono problemi nell’approvvigionamento di acqua che può essere prelevata senza alcun problema anche dalla fontana sita in piazza della chiesa e collegata alla rete idrica.
Occorre ricordare ai sigg. dirigenti e tecnici di ASPEM che negli ultimi mesi molte sono state le segnalazioni di problematiche riguardanti la ridotta portata di acqua che interessava una parte del paese, ma nessun provvedimento risolutivo è stato adottato da ASPEM.
Abitando in Rasa, zona montuosa con molte fonti naturali e ove mai si è verificata mancanza d’acqua, mi chiedo dove questa venga destinata e perché non sia possibile collegare anche le abitazioni che ne risultano prive con la rete che invece ne risulta provvista.
Accanto quindi a problemi di riduzione della portata delle falde esiste dunque anche un problema di gestione tecnica dell’erogazione dell’acqua di cui ASPEM nelle figure dei suoi tecnici e dirigenti è direttamente responsabile. Con la presente, anche a nome di molti miei concittadini, sono a richiedere un immediato intervento di verifica delle cause che dal mese di dicembre 2005 hanno portato alla riduzione della portata d’acqua in alcune zone del borgo di Rasa ed alla messa in opera della indispensabile realizzazione di collegamenti alla rete idrica che ha a disposizione l’acqua potabile.
RICHIEDO inoltre di conoscere le modalità ed i tempi previsti d’intervento per fronteggiare questa emergenza.
DIFFIDO codesta azienda dal presentare in bolletta costi relativi al periodo di mancanza di acqua ed alla fornitura di acqua con modalità alternative.
RITENGO ASPEM RESPONSABILE di danni ad attrezzature, cose e morali per il grave disagio patito dai cittadini.
ATTENDO ED INVITO ad effettuare un diretto ed immediato intervento da parte gli Enti in elenco per verificare se l’attuale situazione di emergenza che crea gravi disagi all’utenza non sia possibile sanare con un semplice intervento di creazione di un by-pass tra le due reti idriche presenti in Rasa.
COMUNICO INFINE CHE SE NON VERRANNO CERCATE SOLUZIONI TECNICHE ALLE PROBLEMATICHE, TECNICHE, EMERSE NEL BORGO DI RASA INTENDIAMO PROCEDERE NEI CONFRONTI DI ASPEM E DEI SUOI DIRIGENTI PER MANCATA PRESTAZIONE DI SERVIZIO DI PUBBLICA UTILITA’ CON COLPA GRAVE.
In attesa di un Vs. gradito riscontro.
Giuseppe Donati
Via San Gottardo 19
21030 RASA DI VARESE VA

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Sono una cittadina di Santo Stefano da quando sono nata, e ogni anno che io ricordi c’è sempre stato il problema della mancanza di acqua potabile durante il periodo estivo! Dalle 18.00 di sera fino alle 23.00 è impossibile farsi una doccia e lavare i piatti! La pressione dell’acqua e talmente poca che la caldaia non si accende e c’è solo acqua fredda!
Non è possibile con 36° durante il giorno arrivare a casa dopo il lavoro, e non riuscire neanche a farsi una doccia? Quand’è che si risolverà questo problema?
I tubi dell’acqua sono ormai troppo vecchi in tutto il paese e ogni settimana provano ad aggiustarli in qualche parte del paese, perchè non si decidono a cambiare tutto definitivamente una buona volta?

Tiziana Lamboglia


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Egr. Direttore,
concordo con il Sig. Gervasini; ci sono due categorie di pirla: nella prima ci siamo tutti noi cittadini varesini, varesotti e italiani, con una percentuale di senso civico nel sangue ( …forse sarebbe meglio dire nel cervello) che si avvicina ormai allo 0,1%.
A partire dallo svergognato consumo dell’acqua, fino ad arrivare a quelli che per non fare 200 metri a piedi, accompagnano i loro bimbi a scuola con la "jeep" e la parcheggiano nel posto riservato ai disabili… con le quattro frecce.
Nella seconda, permettetemi di dirlo, ci sono i nostri "amministratori delle risorse, delle infrastutture e delle politiche idriche" che si svegliano una bella mattina di giugno, si siedono sul loro wc (…lo spero tanto) si scaricano in abbondanza e… oibò non c’è più acqua, bisogna avvisare la cittadinanza! …oltre che pensare a come lavarsi! Ma sono mesi e mesi che non c’è acqua! Chiunque si sia fatto un giro l’anno scorso sui nostri laghi si è reso conto che ci mancava poco per poter andare a piedi da Laveno a Verbania.
Nonostante le abbondanti nevicate di quest’inverno che sicuramente non sono state sufficienti a rinvigorire le falde acquifere nostrane, siamo a drammaticamente a secco.
Ma non era meglio svegliarsi prima iniziando a razionare l’acqua mesi fa, possibilmente a orari prestabiliti senza aspettare che la soluzione scendesse scontata dal cielo?
Spero solo che la tanto sperata pioggia arrivi presto a rinfrescare le menti ottuse di chi avrebbe dovuto agire e non l’ha fatto ma anche le coscienze di tutti noi;
quel giorno saremo lì, con il naso insù a guardare con occhi nuovi quella preziosa meraviglia scendere dal cielo.
 
M. Riva – Velate 

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Forse non tutti sanno che… la siccità non è certo dovuta all’improvvisa calura estiva che ha colto la città e la provincia di Varese: si tratta, al contrario, di un problema che al sud – e, oggi, anche a Roma – conoscono bene. Ovvero la privatizzazione delle acque, una conseguenza "necessaria" della politica anti-sociale e turbocapitalista che, indifferentemente, destra e sinistra stanno attuando in Italia e in Europa dalla fine del secondo conflitto mondiale.
È notizia di poche settimane fa, infatti, che il Po sia sceso di livello (si parla di un deficit di 5cm circa) perché i bacini idrici vengono tenuti chiusi per poter elevare il costo all’utente finale dell’erogazione dell’acqua potabile, ormai gestita da privati, come già nella Sicilia delle mafie (anche legalizzate).
Cosa ci vieta di pensare che "qualcuno" non stia facendo lo stesso nella provincia (forse) più ricca di corsi d’acqua dell’intera Penisola!?
Dal momento che  Walter Veltroni, riconfermato Sindaco di Roma, aveva già in cantiere la privatizzazione delle acque capitoline… ci chiediamo quale sia la strategia di Fontana, da poco eletto Primo Cittadino di Varese, in merito: la nostra posizione è inequivocabile, privatizzare le acque è strumentalmente idiota, oltre che eticamente discutibile.

Federico Moretti
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Masnago: zona GS alla sera acqua con pressione praticamente nulla
saluti.

Elena
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Abito in Via Oglio, Fogliari – VARESE. Abbiamo (poco) acqua per tre ore al giorno. Ho cercato le informazioni sul web site del ASPEM ma non ho trovanto niente di utile.

Iain Shepherd
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Gentilissimo Direttore,
sono un residente di Brebbia che a malincuore deve far notare l’assurda e quasi comica gestione della problematica acqua attuata dalla giunta comunale. L’ex sindaco, dopo aver pubblicamente offeso un mio concittadino che denunciava la carenza d’acqua tramite questo utilissimo portale, adesso tace e la stessa cosa fa il nuovo sindaco. Pensi che una mattina, verso le 8:40, ho chiamato l’ufficio tecnico per avere informazioni sul ripristino del servizio e mi è stato risposto che "il primo cittadino era già al lavoro", se questi sono i risultati si alzi pure più tardi. Ieri pomenriggio le piscine andavano a tutto spiano, non voglio colpevolizzarle comunque, e alle 18.00 eravamo senza acqua e lo siamo tutt’ora (sono le 08.00 del mattino seguente), ASSURDO.
Una volta risolto il problema, a questo punto l’unica speranza è la pioggia, mi auguro che tutta la giunta abbia almeno la dignità di dimettersi evitando di "scappare a nascondersi" come sta facendo qualcuno che fino a due settimane fa si faceva grande.
Grazie mille dello spazio concessomi.

Ivan
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Buon giorno,
abito a Castronno e sto solo aspettando che anche da noi, almeno nella zona alta del paese, arrivino i problemi. Spero vivamente che le misure prese dal comune  funzionino e per questa volta scampare al pericolo.
La questione acqua é grave, ma mi sembra che venga affrontata superficialmente e anche con un po’ di ipocrisia: a detta degli esperti il consumo domestico di acqua copre meno di un terzo del totale, la maggior parte del consumo é da attribuirsi alle attivita industriali e una parte relativamente considerevole alle perdite dovute alla vecchiaia dei nostri acquedotti.
Giusto insistere con gli avvisi e i suggerimenti per non sprecare acqua in ambiente domestico, (personalmente e prima che ci fossero problemi ho preso delle misure a casa mia, come i rompigetto, la riduzione della quantità d’acqua per lo sciacquone, non usiamo la lavastoviglie, lavatrice solo a pieno carico e auto quasi sempre sporca esternamente… e la cosa funziona bene, 85 metri cubi di media negli ultimi 3 anni per 2 adulti e 2 bambini contro i 140 di media dei miei vicini) ma non ho mai sentito nessuno parlare di misure per stimolarne un miglior uso nelle fabbriche e nelle ditte.
Le domande sorgono spontanee:
– Tutte le nostre ditte e le  varie attività sono efficienti riguardo all’uso dell’acqua?
– Perché nessuno ne parla mai?
– Perché nessun Comune parla mai di mettere mano seriamente alla situazione del proprio acquedotto?
Probabilmente molti dei nostri amministratori si sono posti queste domande, spero solo che per non mettere a repentaglio i loro voti, continuino a spostare tutta l’attenzione solo sull’aspetto domestico del problema.
Cordiali saluti
Andrea
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A Malnate per ora non ci sono problemi, forse perchè il problema l’abbiamo avuto l’estate scorsa e le persone stanno imparando a dosare l’acqua.
Troppa gente se ne frega e pensa che vivendo nelle Prealpi lombarde l’acqua ci sia sempre e in abbondanza, ne sprechiamo in grandissima quantità e il problema che sarà sempre peggio, la tendenza negli ultimi anni è quella di avere meno precipitazioni, ma l’uso procapite dell’acqua è aumentato.
Questa crisi idrica  per chi non se ne accorto si trascina dagli anni 90′ con esclusione del 2002.
Sapete che oggi un Italiano residente al Nord consuma piu’ di 150 litri di acqua al giorno? Ma di quanta ne ha effitivamente bisogno?
Forse tutto questo ci aiuterà a gestirci meglio.
I media di questo problema dovrebbero parlarne sempre e non solo quando i buoi sono scappati.
Grazie per la possibilità di gridare "attenzione a dove andremo a finire" .

Massimo Corradin
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Da alcuni giorni ci troviamo ad affrontare carenza d’acqua nelle ore serali ( zona Montello- Varese) senza che alcuna informazione preventiva si stata fornita alla cittadinanza circa le modalità e gli orari di sospensione del servizio.
In aggiunta le sospensioni avvengono nelle ore di maggior necessità ( ieri dalle 17.00 elle 22.30) orari in cui  le gente deve cucinare, ordinare casa e magari farsi una doccia dapo un giornata di lavoro.
Mi chiedo inoltre perchè tutto questo accada solo nella nostra provicia… mi sono tolto lo sfizio ieri di telefonare ad amici residenti a Milano, Lecco, Brescia, Bergamo e Como…forniture regolari ovunque…….
Ed a proposito di telefonate, il vostro numero verde non risponde da 2 giorni……forse imbarazzati dalla mancaza di argomentazioni valide da fornire ai cittadini…..Mentre i vigili urbani, da me interpellati, rispondono onestamente di non avere informazioni precisa circa gli orari e le modalità di limitazione del servizio.
Un’ ultima considerazione….viviamo in una regione zeppa di laghi, fiumi e torrenti e nella quale basta scavare per 2 metri e trovarsi allagati ( chiedete ai cantieri della zona…..) perchè quindi non abbiamo acqua negli impianti?????????
Complimenti…un bell’esempio di rispetto per l’utenza, di efficienza di programmazione e di organizzazione…….per fortuna non siamo nel Sahara
 
Mario Basile
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Ad Arcisate da oggi 16/06/06 c’è l’ordinanza del comune per l’emergenza idrica: divieto di usare acqua dall’acquedotto comunale dalle ore 07.00 alle 22.00 per innaffiare orti e giardini,alimentare piscine, vasche da nuoto e simili. 
Cordiali saluti 

Marco Vanzetto
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Spettabile redazione, 

vorrei aggiungere una mia personale riflessione sul problema degli sprechi.  

Purtroppo a noi Italiani hanno insegnato a “ spegnere la luce” e a non

esagerare con la temperatura in casa per risparmiare, quasi mai ci hanno detto

di non sprecare acqua mentre si fa la doccia o riparare il rubinetto perché è

un inutile dispendio di risorse.  

Anche perchè l’acqua “costa poco” basta confrontarle con le bollette del gas o del telefono. 

La sproporzione è evidente, il costo dell’acqua è notevolmente più basso. Ecco cosa pensano gli italiani. Ogni anno in estate, la penuria di acqua potabile solleva ampie e giustificate proteste che richiamano la generale attenzione sul problema. Poi, con l’autunno, ricominciano le piogge, le fonti si rimpinguano e la memoria breve degli italiani dimentica, in una sorta di tacito appuntamento per l’estate successiva.

Gianni Centorrino, Induno Olona

 

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Buonasera, 
mi piacerebbe per evidenti ragioni restare anonimo, ma, visto il problema di questi giorni, devo comunque aggiungere la mia email alle tante che qui ho letto.
Ho lavorato per un certo periodo per una società di Milano all’interno degli uffici della Regione Lombardia a Varese (ex Genio Civile) informatizzando molte pratiche anche di derivazioni acque ed incrociando i relativi canoni di pagamento presso l’Ufficio del Territorio di Varese.
Ebbene, per brevità…moltissimi comuni (direi la maggioranza) della provincia, secondo tutto quel che ho trovato (devo aggiungere scrupolosamente) negli archivi, non effettuavano (era il 2002) i regolari pagamenti dell’acqua da tantissimi anni (alcuni canoni li ho visti fermi addirittura da più di 10 anni!!!).
Come si pretende che il sistema idrico funzioni (derivazioni, carichi, approvigionamento, impianti di depurazione, tubazioni, sicurezza ecc…ecc..) se coloro che ne beneficiano poi non pagano i servizi?
Questa cosa in effetti me la chiedo da allora…io sono andato a toccare con mano incartamenti che parlavano chiaro sulla situazione…oggi sono passati quasi 4 anni e non so come sia la condizione ma di certo allora era quella dei frequentissimi canoni di derivazioni acque fermi da anni.
Non credo però che, nel frattempo, ai cittadini i comuni non facessero pagare l’acqua…come mai allora i comuni non la pagavano agli enti erogatori?
E’ sempre stata poco chiara questa vicenda…ai tempi lo chiedevo anche all’interno degli uffici in cui lavoravo, ma la risposta nessuno ha mai saputo darmela.
La trovo io? W l’Italia!!!
 
Grazie e cordiali saluti.

Lettera firmata

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Zona Montello, finora non è mancata l’acqua, anche se la pressione è diminuita.
Io di solito mando di notte la lavabiancheria, per ottimizzare il consumo elettrico: se poi la faccio partire alle 3 di notte e non va perchè non c’è acqua (e nessuno avvisa della sospensione, orari ecc.), che faccio?
Ho sospeso le irrigazioni del giardino, ma se le mie piante (alcune anche di costo rilevante) poi moriranno per il secco, me le ripaga l’ASPEM che mi dà un disservizio non contrattualizzato?
Siamo a Varese, zona notoriamente piovosa, non in Sicilia! E comunque a Milano non c’è traccia di mancanza d’acqua: non è che abbiamo (come appunto in Sicilia) un acquedotto-colabrodo dove nessuno ripara i guasti e una dirigenza ASPEM inetta e incapace, che non sa prevedere i consumi e definire una strategia, oltre a comunicare correttamente?
Credo che questi dirigenti ASPEM debbano essere mandati a casa di corsa a pedate, e che il nuovo Sindaco, tanto conclamato debba far vedere rapidamente se sta per davvero dalla parte dei cittadini con qualche azione determinante e risolutiva (può bastare un’ordinanza che sancisca a rotazione per tutti i quartieri un blackout di un paio d’ore dell’erogazione dell’acqua, così da mettere tutti in pari e da dare comunque delle certezze).
Auspico anche una vostra inchiesta sulle cause (vere, e non di facciata) e sulle responsabilità: questa è informazione, non stendere un velo pietoso come fa tanta stampa varesina.
Grazie

Vera Chonchol

 

Gianni Centorrino, Induno Olona

 

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Buonasera,  
mi piacerebbe per evidenti ragioni restare anonimo, ma, visto il problema di questi giorni, devo comunque aggiungere la mia email alle tante che qui ho letto.
Ho lavorato per un certo periodo per una società di Milano all’interno degli uffici della Regione Lombardia a Varese (ex Genio Civile) informatizzando molte pratiche anche di derivazioni acque ed incrociando i relativi canoni di pagamento presso l’Ufficio del Territorio di Varese.
Ebbene, per brevità…moltissimi comuni (direi la maggioranza) della provincia, secondo tutto quel che ho trovato (devo aggiungere scrupolosamente) negli archivi, non effettuavano (era il 2002) i regolari pagamenti dell’acqua da tantissimi anni (alcuni canoni li ho visti fermi addirittura da più di 10 anni!!!).
Come si pretende che il sistema idrico funzioni (derivazioni, carichi, approvigionamento, impianti di depurazione, tubazioni, sicurezza ecc…ecc..) se coloro che ne beneficiano poi non pagano i servizi?
Questa cosa in effetti me la chiedo da allora…io sono andato a toccare con mano incartamenti che parlavano chiaro sulla situazione…oggi sono passati quasi 4 anni e non so come sia la condizione ma di certo allora era quella dei frequentissimi canoni di derivazioni acque fermi da anni.
Non credo però che, nel frattempo, ai cittadini i comuni non facessero pagare l’acqua…come mai allora i comuni non la pagavano agli enti erogatori?
E’ sempre stata poco chiara questa vicenda…ai tempi lo chiedevo anche all’interno degli uffici in cui lavoravo, ma la risposta nessuno ha mai saputo darmela.
La trovo io? W l’Italia!!!
Grazie e cordiali saluti.  
Lettera firmata

Volevo comunicarVi, per rispondere al consiglio che avete dato alla Sig. A vicina del fenomeno di Via Brunico,44, che chiamare i vigili non serve a nulla. I Miei Vicini Tre villette innaffiano tutte le sere i giardini (siamo in Via C. Bossi,8 / 6 e uno a l’ingresso in Via Ausonio  a Sant’Ambrogio) Abbiamo chiamato i vigili per  4 o 5 volte  si sono presentati 2 volte dopo un paio d’ore dalla chiamata dicendo che non possono fare niente se non colgono i trasgressori sul fatto.
Sabato sera abbiamo chiamato e dalla sede di Via Sempione ci hanno risposto che la pattuglia era in piazza Monte Grappa per funzioni di controllo durante la partita dell’Italia ( Maxischermo ) appena possono arrivano è stata la risposta, premetto la nostra chiamata è stata fatta alle ore 10:00 circa. Alla fine della partita non si era visto ancora nessuno abbiamo richiamato i vigili dicendo che uno dei vicino ( Via Ausonio) ormai aveva innaffiato per bene e che era inutile farLi scomodare. Questo sia come sfogo sia per dirVi che chiamare i vigili non serve a nulla se non a pagare un po’ di più di telefono.

Grazie L.

Buonasera,  
mi piacerebbe per evidenti ragioni restare anonimo, ma, visto il problema di questi giorni, devo comunque aggiungere la mia email alle tante che qui ho letto.
Ho lavorato per un certo periodo per una società di Milano all’interno degli uffici della Regione Lombardia a Varese (ex Genio Civile) informatizzando molte pratiche anche di derivazioni acque ed incrociando i relativi canoni di pagamento presso l’Ufficio del Territorio di Varese.
Ebbene, per brevità…moltissimi comuni (direi la maggioranza) della provincia, secondo tutto quel che ho trovato (devo aggiungere scrupolosamente) negli archivi, non effettuavano (era il 2002) i regolari pagamenti dell’acqua da tantissimi anni (alcuni canoni li ho visti fermi addirittura da più di 10 anni!!!).
Come si pretende che il sistema idrico funzioni (derivazioni, carichi, approvigionamento, impianti di depurazione, tubazioni, sicurezza ecc…ecc..) se coloro che ne beneficiano poi non pagano i servizi?
Questa cosa in effetti me la chiedo da allora…io sono andato a toccare con mano incartamenti che parlavano chiaro sulla situazione…oggi sono passati quasi 4 anni e non so come sia la condizione ma di certo allora era quella dei frequentissimi canoni di derivazioni acque fermi da anni.
Non credo però che, nel frattempo, ai cittadini i comuni non facessero pagare l’acqua…come mai allora i comuni non la pagavano agli enti erogatori?
E’ sempre stata poco chiara questa vicenda…ai tempi lo chiedevo anche all’interno degli uffici in cui lavoravo, ma la risposta nessuno ha mai saputo darmela.
La trovo io? W l’Italia!!!
Grazie e cordiali saluti.
Lettera firmata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2006
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