“Seguendo il fiume” per conoscere l’anima laghée

Presentato all'agriturismo "Terra libera" l'ultima opera del luinese Massimo Barozzi

Erano otto anni che Massimo Barozzi non pubblicava più nulla. Ci ha pensato e meditato e come spesso capita agli scrittori in "attesa" anche lui è ritornato alle origini, alla sua terra. Lo ha fatto, però,  con un romanzo (ExCogita Edizioni), nonostante egli si definisca «poeta per nascita e destino».

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Massimo Barozzi presenta il suo ultimo libro 4 di 9

“Seguendo il fiume” è ambientato nella terra di Barozzi. Una terra di frontiera (non a caso la copertina riproduce una vecchia fotografia del valico di Lavena Ponte Tresa), sospesa tra la Svizzera e l’Italia, dove vive anche il protagonista Elvio B., giovane frontaliere-informatico dalla fervida immaginazione.

«Questo libro – dice l’autore – è un viaggio nella mia vita, nel passato e nel futuro. Questa è un terra splendida dal punto di vista naturale, ma che non riesce a valorizzare se stessa. Ci sono luoghi di pregio e gente straordinaria che potrebbe raccontare una quotidianità ricca di armonia e di verità, di connubio con la natura che poi è anche la mia aspirazione futura. Elvio B. rappresenta e scandaglia tutte queste anime».

Barozzi appartiene a quella generazione creativa del Luinese che annovera tra le sue fila personaggi del calibro di Francesco Salvi, Enzino Iacchetti e Nanni Svampa. Quest’ultimo ha scritto l’introduzione al libro, riconoscendo all’autore quel retroterra culturale comune che caratterizza i laghée, cioè  la gente di lago: «Ho incontrato Barozzi – scrive Svampa – in una di quelle serate  enogastronomiche dove ospitavo per le mie performances poeti locali, cantautori e narratori. Barozzi fu il più pertinente dei poeti perché propose la lettura di poesie a tema alimentare tratti dal suo Marìa Bulimia e mi colpirono lo stile personalissimo e originale dei contenuti».

Il libro è stato pubblicato da ExCogita, una giovane casa editrice nata cinque anni fa su iniziativa di un gruppo di appassionati: «Per noi piccoli editori – dice Luciana Bianciardi, socia e fondatrice – dare spazio a nuovi autori è una missione. Scegliere cosa pubblicare è un lavoro molto faticoso che richiede tempo, soldi e soprattutto passione. I piccoli editori sono indispensabili al sistema, perché filtrano ciò che il grande editore esclude a priori, e qualche volta azzeccano le scelte».

L’autore e l’ufficio di comunicazione che ha organizzato l’evento (ViceVersa Communication) per mantenere fede  alla visione “naturale”  del romanzohanno scelto l’agriturismo “Terra libera” di Azzio (Valcuvia), un luogo splendido naturalisticamente e anche per accoglienza, filosofia (tutto naturale e vegetariano) e per qualità culinaria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2006
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