Servizi idrici, Rifondazione comunista critica le privatizzazioni

«Occorre garantire una vera gestione pubblica dei servizi, no all'espropriazione del ruolo dei Comuni»

Rifondazione Comunista rilancia con forza la rivendicazione dell’acqua pubblica. Entro la fine dell’anno gli enti locali e le loro aziende dovranno prendere importanti decisioni sui servizi pubblici, in particolare sul servizio idrico integrato.
Il programma elettorale dell’Unione ha recepito pienamente l’indicazione dell’acqua pubblica, ma gli interessi privati stanno manifestando sempre maggiore aggressività attraverso la proposta di modelli societari e industriali che determinano processi di liberalizzazione. La privatizzazione comporterebbe l’espropriazione del ruolo dei Comuni, l’allontanamento dei servizi dai cittadini e dalle comunità locali, l’aumento delle tariffe, la precarizzazione del lavoro nonchè una riduzione del controllo e della tutela ambientale. Rifondazione comunista, al contrario, ritiene che l’unico sistema per garantire una vera gestione pubblica dei servizi sia quello di ricorrere, anche in ambito aggregativi, al cosiddetto "affidamento in house", evitando in tal modo di consegnarli alle grandi multinazionali. «La normativa regionale voluta da Formigoni sta favorendo processi di aggregazioni societarie che rischiano di mercificare anche beni pubblici importanti come l’acqua, attraverso una sostanziale privatizzazione delle forme di gestione ed erogazione dei servizi» accusano dal Prc.
Un esempio è il processo, in avanzata fase di realizzazione, che interessa il sud della Lombardia e prende il nome di “Linea Group”, una holding costituita da AEM di Cremona, ASTEM di Lodi, COGEME del bresciano ed ASM di Pavia. La prospettiva è quella della quotazione in borsa e della privatizzazione del capitale societario. «Un caso che non è condivisibile politicamente e che si presta anche a rilievi di illegittimità – fanno sapere da Rifondazione – visto che mancano l’approvazione  dell’attuale  progetto da parte dei rispettivi Consigli comunali, la modalità di valutazione del patrimonio pubblico, che potrebbe comportarne una sottostima, ed il trasferimento alla nuova società dei contratti in essere, con possibile conseguente danno economico per i Comuni».
Per queste ragioni, in tutte le sedi politiche e istituzionali, Rifondazione Comunista esprimerà la propria contrarietà ai progetti in atto. Per quanto riguarda il caso specifico della Lombardia, il gruppo del Prc in Consiglio regionale si batterà affinché il pdl 120 – che modifica la legge vigente sui servizi pubblici locali – favorisca le gestioni pubbliche e valorizzi il ruolo di indirizzo e controllo degli Enti Locali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 giugno 2006
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