Sessanta milioni di euro per aiutare i neolaureati

Anche la Liuc tra le dieci università italiane che avvieranno la sperimentazione di un progetto ministeriale per aiutare i neo laureati a trovare lavoro

Si sente parlare spesso di "formazione continua", di sostegno alle fasce deboli della forza lavoro, di politiche attive per i giovani disoccupati. Ma niente relativo ai neo laureati, disoccupati, anche’essi, di fascia alta. Niente, fino ad oggi.

Il Ministero del Lavoro, attraverso il suo "braccio operativo" Italia Lavoro, ha lanciato un progetto di grande respiro che mira a coinvolgere almeno 60 degli 87 atenei italiani. Sul piatto sono stati messi 60 milioni di euro per costruire una rete operativa che crei un punto di incontro stabile e proficuo tra mondo del lavoro e università. L’idea è quella di avviare una poltica di "placement" stage e tirocini formativi che agevoli, di fatto, l’incontro tra domanda e offerta.

Oggi, il quadro di riferimento nazionale non è lusinghiero: dai dati Istat emerge che il 43,5% dei laureati è ancora occupato in modo precario a tre anni dal conseguimento del titolo. A onor del vero, la situazione non è omogenea: mentre al Nord i laureati senza un lavoro stabile sono il 22,7%, al Sud sono il 46.9% mentre nel centro Italia sono il 31,7%. Otto studenti su dieci, però, non hanno mai svolto uno stage aziendale nella propria carriera accademica.  Se si riuscisse a ribaltare la situazione, le conseguenze positive sarebbero immediate. Ne sono convinti al Ministero dove ci si è resi conto che l’ostacolo principale non è tanto l’indirizzo scelto, ma come si declina sul piano tecnico ciò che si apprende a livello teorico.

Già dal prossimo luglio dieci università italiane inizieranno un percorso sperimentale per saggiare il sistema e avviare la rete sinergica sotto la regia della Direzione Generale per le Politiche per l’Orinetamento e la Formazione del Ministero.

Accanto ad atenei pubblici di tutt’Italia (Torino, Padova, Bergamo, Roma Sapienza, Chieti, Benevento, Bari, Cosenza e Palermo) ci sarà anche la Liuc. L’ateneo di Castellanza, grande sostenitore dello stretto legame tra università e mondo del lavoro, ha accolto con entrusiasmo la proposta: «Noi siamo stati i primi in Italia ad aprire un ufficio "placement" – spiega l’amministratore delegato Antonio Colombo – Lo scorso anno abbiamo avuto 697 stages. Siamo convinti che proseguire in questa direzione sia doveroso . Siamo contenti di far parte di questo progetto che mette gli atenei in concorrenza costruttiva per arrivare alla codificazione dei processi di inserimento nel mondo del lavoro».

Tra le iniziative che verranno sostenute ci saranno la promozione e lo sviluppo dei servizi "placement", la sperimentazione di percorsi assistiti di accompagnamento al lavoro di neo laureati con la creazione di 500.000 tirocini formativi, la promozione di 500 percorsi formativi per l’acquisizione di competenze nel trasferimento di tecnologie e prodotti della ricerca verso le imprese, oltre alla promozione e al sostegno di 50 giovani laureati o ricercatori che vogliono mettersi in proprio apportando il bagaglio di conoscenze ed applicazioni derivanti dalla ricerca. L’obiettivo del Ministero è quello di creare una fidelizzazione al sistema da parte di università e di imprese.

I risultati saranno visibili molto presto: per quest’anno sono previsti 300.000 nuovi laureati che bussano al mondo del lavoro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2006
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