Sette milioni di euro in fatture false

Risultato raggiunto dalla Guardia di Finanza grazie al proseguimento di indagini iniziate nel 2004: l'associazione a delinquere può essere tassata

La prima parte dell’indagine era già stata resa nota alla fine del 2004, aveva ridotto in manette 5 persone e coinvolto una novantina di imprenditori, clienti di una bizzarra società del “terziario troppo avanzato” che come servizio alle imprese forniva fatture false per scaricare dell’Iva inesistente.
A quell’epoca, il sostituto procuratore Giovanni Polizzi vaticinò: «sarà un’indagine lunghetta» e così fu. Dopo i primi 22 milioni di euro di fatture la guardia di finanza di Saronno, che si occupa delle indagini fin dall’inizio, ne ha scoperto altri 7 in fatture taroccate, con una complessa attività di verifica compiuta a partire dal novembre 2005.

Ma ha fatto anche di più. Ricostruendo il giro dei soldi e essendo in grado con precisione di attribuirlo a quella che si configura come una vera e propria società di fatto,  la Guardia di Finanza ha potuto definire, e proporre agli uffici finanziari le somme che costituivano "provento illecito" di cui può essere chiesto il recupero a tassazione: riportando, almeno per quello che è emerso alla “normalità” quella che era una vera e propria società lucrativa, ma che viveva di evasione e distorsione del sistema tributario, inducendo perciò le aziende a un “andazzo” che si configurava come concorrenza sleale e turbativa di mercato

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 giugno 2006
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