Siai Marchetti, da area dismessa a scuola di volo

Una "training academy" per elicotteri è la nuova destinazione dello stabilimento, in disuso dal 1995

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La Siai Marchetti diventa Training Academy 4 di 17

Era abbandonata dal 1995, anno in cui avevano smesso di fare produzione in quello stabilimento quasi centenario (è nato nel 1915), e correva seriamente il rischio di passare da uno dei più importanti segni della storia della produzione aeronautica mondiale ad un centro commerciale.

Da oggi, la Siai Marchetti di Sesto Calende torna invece a riprendere un posto importante per i tanti clienti di elicotteri provenienti da tutto il mondo: ospita infatti la “Training Academy Alessandro Marchetti” una vera e propria Accademia del volo verticale, un centro di specializzazione virtuale per imparare ad usare al meglio i gioiellini della AgustaWestland, l’azienda di Cascina Costa che ha assorbito la storica azienda.
 

La nuova scuola, dedicata a uno dei più grandi progettisti aeronautici del novecento, è stata inaugurata questa mattina  alla presenza del ministro del procurement della Difesa britannico, Lord Drayson (che ha da poco siglato un accordo strategico con l’azienda di cascina Costa), di Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, del presidente di Agusta Westland, Amedeo Caporaletti, dell’amministratore delegato  di AgustaWestland, Giuseppe Orsi nonché dei due testimoni politici dell’evento: Marco Reguzzoni – accolto con un caloroso ringraziamento per la sua opera in difesa della tradizione e del know-how della “Provincia con le Ali” – e del sindaco di Sesto Calende Eligio Chierichetti.
Un’inaugurazione decisamente internazionale, svolta metà in italiano metà in inglese, che ha visto protagonista in qualità di “cliente” come si è autodefinito, anche il capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio di Paola, che ha avuto parole molto pratiche sul rapporto tra chi produce velivoli destinati ai militari e le nuove esigenze globalizzate del settore.
La training academy avrà tra le sue principali qualità anche quattro simulatori di volo tanto sofisticato da far valere ogni ora di prova sul simulatore, sulle carte di brevetto dei piloti, come un’ora di volo vera. Quello già “a regime” e provato oggi ufficialmente dal  ministro britannico con il presidenti di Finmeccanica e AgustaWestland è quello che simula il volo del 109 power.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2006
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