Siamo a Daverio o in Africa?

di Davide Scaricabarozzi

Spettabile Redazione,

grazie per l’opportunità che date a tutti noi per poter in qualche modo dire la nostra. A Daverio manca l’acqua…lo so, manca un po’ dappertutto nella nostra provincia, siamo nel marasma più totale, l’emergenza idrica ha raggiunto livelli allarmanti, mai prima d’ora ci siamo trovati in queste condizioni e mai prima d’ora ci stiamo rendendo conto di quanto sia preziosa questa risorsa rinnovabile che abitualmente lasciamo scorrere senza preoccupazioni in fognatura.
Ahinoi….a Daverio le cose sono molto peggio di quel che si dice, o meglio di quel che non si dice…sì, perché non si sa che metà del paese e completamente  senz’acqua da mercoledì 7 giugno.
Dire completamente non è corretto, infatti nel mio piccolo appartamento di Via Volta, nella parte alta del paese,  l’acqua arriva intorno alle 24.30 e l’erogazione finisce al più tardi alle 7.00, sabato e domenica compresi.
Inutile che sottolinei il grave disagio e il senso di scoramento che mi coglie ogni qualvolta volgo lo sguardo verso la doccia o il lavabo.
Sono ormai 2 settimane che ci alziamo alle 5.30 per poter fare la doccia o far partire la lavatrice.
In questo frangente  mia moglie è fortunata, lavorando in fabbrica a turni, quando fa il “primo” (6.00-14.00) unisce l’utile al dilettevole.
 Lo è un po’ meno quando rientra a casa la settimana che fa il “secondo” (14.00-22.00),  alle 22.30 dopo 8 ore attaccata a una macchina, sudata, sporca e con una gran voglia di lavarsi.
Io invece sono privilegiato, lavoro in ufficio con l’aria condizionata, non mi sporco, sudo di meno e in proporzione mi “arrabbio” meno.
Mia figlia invece è tutta contenta (mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno), come tutti i bambini detesta lavarsi e nel contempo appezza molto la “modalità campeggio” che consiste nell’utilizzare bottiglie di plastica piene d’acqua per farsi una "doccia"; insomma una vera meraviglia.
In ogni caso, al di là di questi aspetti folkloristici, al di là dei quotidiani pellegrinaggi alla cisterna e al di là dell’astio verso coloro che di notte sempre e comunque bagnano il giardino strabattendosene del fatto che ad altri mancherà, la situazione è drammatica e non si vedono soluzioni in tempi brevi, anzi direi che di soluzioni non se ne vedono proprio.
Il nuovo consiglio comunale appena eletto, si è trovato una bella gatta da pelare, una gatta che le amministrazioni precedenti hanno sicuramente contribuito a riempire di pelo quanto più possibile.
A Daverio si continua a costruire dappertutto, indiscriminatamente e senza assolutamente una politica di “prevenzione siccità”, ad esempio l’obbligo del recupero delle acque piovane.
Si costruiscono case costose con mini appartamenti composti da due o più locali (leggi loculi), così ci stanno più famiglie nello stesso stabile, si costruiscono interi complessi “residenziali” tutti uguali come i giapponesi, indistinguibili ai nostri occhi gli uni dagli altri; ma poi che razza di “residenzialità” è se quando si apre il rubinetto si sente solo gorgogliare??
Mi hanno detto che in paese ci sono 32 piscine, non so se sia vero, saranno le solite malelingue….però alcune di queste io le vedo piene.
L’altro giorno ero pazientemente in coda alla cisterna messa dall’ASPEM (bell’affare abbiamo fatto a “metterci” con loro , hanno allargato il bacino d’utenza assicurandosi migliaia di bollette e ci lasciano a secco), davanti a me c’erano sette o otto persone in paziente attesa.
Io, che notoriamente sono un “simpaticone” ho esclamato: “Accidenti, mi sembra di essere in Africa!”, non mi ero accorto che in coda c’erano due ragazzi di colore.
Si sono voltati dalla mia parte con aria risentita e io mestamente ho risposto: “Si fa per dire….” mentre sulla faccia mi si dipingeva un sorriso idiota.
Tornando a casa con le taniche in mano mi è venuta in mente una cosa: quei due ragazzi probabilmente a casa loro erano soliti a fare una fila per l’acqua…

Distinti saluti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 giugno 2006
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