Sono stato denunciato, ma non ero al rave party

firmato "Un presunto ravers"

Egregio direttore,

chi le scrive è uno dei 144 criminali che ha scoperto di essere stato probabilmente denunciato proprio qui sul suo quotidiano. Ma, come spesso avviene, le notizie riportate sui giornali sono sempre frammentarie e imprecise e spesso tralasciano particolari non sempre trascurabili. Nella fattispecie, ad esempio, credo sia degno di nota sapere che la maggior parte di questi 144 delinquenti siano stati fermati e identificati non in flagranza del reato che è loro contestato, ma in un parcheggio pubblico, ben distante dal punto d’accesso alle cosiddette "fornaci", mentre nel successivo controllo effettuato all’interno del terreno privato, nessuno dei ravers o addirittura degli organizzatori del party illegale (in chiara ed evidente flagranza di reato) sia stato identificato.

Altra cosa degna di nota è che i tutori dell’ordine (oltre ad aver negato ogni ripercussione a chi, identificato, chiedeva spiegazioni) abbiano permesso a chi arrivava di accedere alla festa, compiendo così un reato. Ora, d’accordo che la legge non ammette ignoranza, ma se, arrivato alla festa, un carabiniere dopo avermi identificato non mi proibisce o addirittura mi invita a prendere parte a un reato (dialoghi del tipo: "ma c’è qualche problema?" "no, prego, vada pure") non c’è qualcosa che non va?

Pongo infine un ultimo interrogativo: durante i controlli non sono mancate le scene classiche di chi si è rifiutato di esibire il documento, le fughe, gli insulti, i "venitemi a prendere dentro (alla festa)", etc… Quindi chi credete che siano i 144 denunciati? I 144 evidentemente stupidi (perchè chi non ha collaborato se n’è tornato a casa sereno e senza neanche una segnalazione) che ancora nutrivano fiducia nelle forze dell’ordine. E la scelta del tempo imperfetto non è casuale.

In definitiva quindi 144 idioti sono stati denunciati in un parcheggio pubblico a 10 minuti a piedi dal presunto luogo del reato. Ma, ben conscio di essere cittadino di un paese che negli ultimi anni ha fatto del negare l’evidenza la propria arte, sfido chiunque a dimostrare che tutti quelli che come me sono stati fermati nel parcheggio abbiano preso parte al rave illegale. Io, ad esempio, quella sera ero sdraiato nella spiaggetta pubblica a leggere poesie con qualche amico. Una serata fantastica.

Un’ultima cosa: a chi associa "rave" a "droga" faccio notare che 4 fermi per possesso di sostanze stupefacenti sulle 400 persone stimate dalla forza pubblica sono un’inezia.

Ringraziando lei e la redazione per il tempo concessomi, auguro a tutti un buon lavoro.

Un presunto ravers (con tutto il suo disincanto)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2006
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