Sorge: “Il No è fondamentale per evitare la deriva della democrazia”

Sala convegni gremita al De Filippi per l'incontro sul referendum del 25 giugno. Sono intervenuti padre Bartolomeo Sorge e Giorgio Grasso

«Ricordiamoci che il No è fondamentale perché altrimenti è la deriva della democrazia. Ma non basta. Prepariamoci con intelligenza, onestà e moralità ad un confronto serio sulla Costituzione. Non basta essere teorici della politica, non si puo’ essere professionisti della politica. Bisogna recuperare gioia, entusiasmo e passione soprattutto tra i giovani e fare politica con veri ideali.  Dobbiamo ripartire dalla Costituzione per ritrovare l’entusiasmo delle giovani  generazioni. Amen». La preghiera finale di padre Bartolomeo Sorge, direttore di “Avvenimenti sociali”, suona nella sala del collegio De Filippi come un augurio ed anche come un monito. In una sala gremita di persone l’uomo di chiesa si è confrontato con Giorgio Grasso, docente di diritto pubblico all’università dell’Insubria, Ivana  Brunato, segretario provinciale della Cgil e Mario Vergano, presidente del comitato provinciale "Slaviamo la costituzione".
(foto, da sinistra: Ivana Brunato, Mario Vergano, Giorgio Grasso e Padre Sorge)

Sorge e Grasso hanno ricostruito i passaggi fondamentali che hanno portato alla proposta dell’attuale riforma: la messa in crisi di una società solidaristica e l’affermazione di una concezione neoliberista  che coincide con lo sgretolamento della Prima Repubblica, l’era post tangentopoli e la discesa in campo di Silvio Berlusconi. La prevalenza dell’interesse individuale su quello collettivo è stato un cambiamento così radicale che ha portato al "congelamento " di quei valori che stanno alla base della Costituzione italiana e sanciti nella prima parte della suprema carta. «In un passaggio sfuggito ai più durante il confronto con Prodi – ha ricordato Grasso – Silvio berlusconi ha detto: "la sinistra vuole rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio”. Che cosa c’è dietro questa affermazione, se non un attacco all’articolo 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini».

Principi e diritti che l‘attuale proposta di riforma del centrodestra dice di non toccare. «Stiamo attenti – continua il docente dell’Insubria – che quando il centrodestra dice che la riforma riguarda solo la seconda parte della Costituzione, non dice che prima e seconda parte, quella organizzativa e quella dei principi, sono strettamente collegate tra loro. Quindi se si tocca la seconda parte si avranno riflessi anche sulla prima».

«Dopo il No a questa riforma – aggiunge Sorge – ripartire dalla Costituzione è necessario  per coniugare in modo nuovo i diritti inviolabili della persona alla vita, alla famiglia, al lavoro, alla libertà, alla salute, alla formazione; per dare vita a un federalismo non conflittuale, ma solidale, fondato sulla sussidiarietà responsabile delle autonomie locali nel rispetto della unità nazionale».

Secondo Grasso, dare vita ad una nuova assemblea costituente, dopo il referendum, non è affatto necessario: «Di solito, come è accaduto in Francia nel 1958 per i fatti di Algeria, l’assemblea costituente segue  eventi drammatici, in genere bellici. Nel caso italiano, dopo il No all’attuale riforma, sarebbero sufficienti alcune proposte mirate da discutere tutti insieme».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2006
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