Tienanmen 17 anni dopo

A scatenare la protesta degli studenti la morte del vicesegretario generale del partito. Poi il tragico epilogo, coi carri armati in piazza

Sono passati 17 anni da quando, il Il 4 giugno 1989 mezzo mondo si svegliò con le immagini raccapriccianti dell’esercito cinese in piazza per sedare la rivolta di migliaia di studenti. Accampati con le loro tende in piazza Tienanmen, a Pechino, i giovani cinesi protestavano per la fine fatta fare dal regime a Hu Yaobang, il vicesegretario generale del partito, costretto poco prima della sua morte alle dimissioni da Deng Xiaoping a causa delle idee troppo ‘liberali’. L’esercito di Pechino, mentre il regime sovietico si sfaldava, stroncò la rivolta degli studenti coi carri armati. Decine di migliaia di giovani decidono di ‘occupare’ piazza Tienanmen in maniera pacifica per reclamare diritti, riforme e libertà. I soldati tentano di entrare nella piazza, ma sono praticamente disarmati e trovano davanti a loro una barriera inespugnabile di giovani che li ferma. I carri armati entrano nella piazza: è una carneficina, i morti sono migliaia; il mondo intero è sotto choc e osserva impotente le poche riprese che passano in tv.

Deng Xiao Ping compare in pubblico ed elogia la brutale repressione dei soldati. Davanti alle telecamere, il premier Li Peng fa un annuncio ‘surreale’, quasi un affronto al mondo intero: ”Salviamo l’ambiente e la fascia di ozono” dice. Intanto la ‘macchina della morte’ non ha ancora finito il suo lavoro. I capi della protesta studentesca vengono arrestati per ‘crimini controrivoluzionari’. Pochi giorni dopo sono decine le condanne a morte comminate. Finisce così la ‘primavera’ cinese.
La strage di Piazza Tienanmen però resterà per sempre impressa nella mente di chi ha vissuto quei giorni, grazie a un’immagine (ripresa da un fotografo americano) che ha fatto il giro del mondo, passando per teleschermi, giornali e t-shirts. Chi è quel ragazzo che il giorno dopo il feroce intervento dei soldati, il 5 giugno, con soltanto due buste di plastica in mano, si mette davanti a una fila di carri armati e ne blocca l’avanzata? Con certezza non è mai stato identificato e nessuno può dire che fine abbia fatto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 giugno 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.