Toni accesi sul futuro dell’aeroporto

Serata condita da fischi e urla nell'incontro organizzato da "Liberamente Politica": dialogo cercato, e non trovato, tra Comitati, sindaci e Sea

Serata accessissima ieri sera al Castello Visconti di San Vito. L’incontro “Aeroporto di Malpensa: straordinaria occasione di sviluppo o eterno problema?organizzato da “Liberamente Politica” ha rischiato di saltare per i fischi e i cori contro Malpensa. Presenti il presidente di Sea Giuseppe Bencini, l’ex presidente di Confindustria Giorgio Fossa, Giancarlo Zeni, direttore marketing di Alitalia, il presidente dell’Unione industriali della provincia di Varese, Alberto Ribolla e i tre sindaci di Somma Lombardo, Lonate Pozzolo e Ferno: Guido Colombo, Claudia Colombo e Piergiulio Gelosa, la “triade” fischiata da tutta la sala. Dall’altra parte della barricata, con vistose magliette riportanti scritte “NO alla terza Pista” e cartelli eloquenti “Malpensa: 2000 problemi” c’erano Beppe Balzarini dell’Unicomal, Emilio Magni, presidente di Legambiente, Antonio Ferrari di AlCobas e Renzo Tognetti della Regione Piemonte: tutti uniti e coesi nel protestare ad alta voce contro Malpensa e i sindaci a favore.

Non invitati al tavolo, ma presenti tra il pubblico i sindaci del Cuv Mario Anastasio Aspesi di Cardano al Campo e Giuseppina Quadrio di Casorate Sempione. La serata si è subito scaldata. A fatica, fra cori e fischi i relatori sono riusciti a prendere la parola, arrivando ad un accordo: dopo gli otto relatori al tavolo hanno potuto parlare 3 rappresentanti dei comitati. Balzarini dell’Unicomal e Magni di Legambiente hanno sottolineato: «Non ci avete invitati questa sera. Per una volta ascoltateci, voi che non vi siete mai presentati agli incontri. E’ la prima volta che abbiamo la possibilità di vedere faccia a faccia le persone che decidono». Gli invitati di Sea e Alitalia non hanno detto molto nei loro 6 minuti a disposizione, trincerandosi dietro una sola parola riferita a Malpensa: “opportunità”.

Giuseppe Bencini ha ribadito che: «I problemi ambientali ci sono, ma sono gestibili e Malpensa è un’opportunità di crescita insostituibile». Fossa ha ricordato che: «L’Italia è in ritardo, ma con gli ammodernamenti il rumore è drasticamente abbassato. Dovrete conviverci ancora per qualche anno, ma poi la tecnologia risolverà questo problema». I tre sindaci del sedime aeroportuale hanno sottolineato «la grande occasione di avere l’aeroporto vicino a casa, o meglio “in casa”». Gelosa, sindaco di Lonate Pozzolo, ha precisato più volte che il suo Comune «non ha avuto alcun introito da Malpensa». Molto più concrete le domande poste dai tre “avversari di Malpensa”. Ferrari dei Cobas ha ricordato il problema dei lavoratori: «Malpensa è la palude del precariato. Questo sviluppo è solo per gli operatori economici e gli amministratori locali o i lavoratori hanno qualche speranza di vedersi riconosciuti i loro diritti?». Balzarini dell’Unicomal ha osservato: «Ogni paese europeo ha un hub, ma con quale valutazione in Italia si è scelto Malpensa e non Fiumicino? E’ inutile continuare su questo sistema malpensocentrico: non funziona e la terza pista serve solo per portare illegalmente i passeggeri a 40 milioni l’anno, contro il decreto D’Alema. Non serve a ridurre il rumore e non si può dire come il sindaco Colombo “vedremo a suo tempo”».

Balzarini e Magni sono stati chiari e uniti: «Occorre una Vas ufficiale della Regione. Ma questi sindaci al tavolo si oppongono: sono gli unici tre che non hanno voluto neppure portare in consiglio comunale la Vas del Parco del Ticino. Manca un progetto organico, una progettualità. Prima della terza pista pensateci, non dite “vedremo”. Si rispetti la legalità e diremo di sì», hanno detto gli esponenti ambientalisti. Duro il piemontese Tognetti, che ha ricordato «la politica di silenzio della Regione Lombardia. Da 2 mesi la Regione Piemonte ha già chiesto al Pirellone di elaborare una Vas ufficiale. Non abbiamo avuto risposta». È arrivato infine il turno di Luigi Bollazzi, storico oppositore all’ampliamento di Malpensa con il suo gruppo “Insieme per difendere Somma”: «Io non mi sento rappresentato da questo sindaco che spalanca le porta a Malpensa. Chiedo un referendum per vedere cosa pensa la maggioranza dei sommesi». Se doveva essere un confronto democratico, così non è stato. Partito male, con relatori solo di una delle due parti in causa, si è concluso con il primo faccia a faccia tra Malpensa e Comitati. Ma non c’è stato vero dialogo e i relatori al “tavolo che conta” hanno risposto in modo elusivo alle domande, nel pochissimo tempo rimasto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2006
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