Torna a rivivere la Contrada dei Mercanti

Dopo gli anni bui della chiusura delle botteghe e dei negozietti la via che vide nascere Piero Chiara si arricchisce di nuove iniziative commerciali. Hanno aperto una libreria, un ristorante e un parrucchiere

Quando una piccola iniziativa commerciale può far rinascere un centro storico. In questi giorni a Luino ha aperto, proprio di fronte alla casa che vide nascere Piero Chiara in via Felice Cavallotti, una nuova libreria gestita da una giovane donna stufa di Milano e dei suoi ritmi. Lei si chiama Amelia e la sua libreria «Bianca e Blu»:«E’ una scommessa con tantissimi rischi – spiega la giovane milanese – ma abbiamo voluto crederci anche perchè fino ad oggi Luino aveva una sola libreria». Dopo anni di abbandono e degrado la via Cavallotti cerca il suo rinascimento. Da contrada dei mercanti, com’era chiamata quando il florido e vivace commercio luinese si svolgeva in questa via, questa parte di città si è lentamente spenta in seguito all’abbandono delle palazzine che vi si affacciano e alle poche iniziative pensate per ravvivarla.

Timidi segni di ripresa del commercio si stanno avendo in quest’inizio di estate con la riapertura di un ristorante, di un negozio di parrucchiere e, appunto di una libreria. Queste riaperture, ora, dovrebbero dare qualche motivazione all’amministrazione sul rilancio del centro storico da sempre in stato di degrado nonostante gli ultimi interventi di edilizia privata che stanno recuperando alcuni immobili. Luino ha un centro storico non molto grande ma non per questo meno bello. Edifici del quattrocento e del cinquecento si susseguono uno in fila all’altro per le strade che portano tutte alla chiesa prepositurale Santi Pietro e Paolo. Il vero simbolo della città vecchia, tuttavia, rimane la via Cavallotti stretta e ripida che sale dal lago e arriva proprio vicino alla chiesa. L’unico negozio storico, per decenni, è stato il Cantinone, un’enoteca che ha fatto la storia dei luinesi, un luogo dove si veniva accolti ad ogni ora con un buon salamino, qualche fetta di pane e del buon vino.

 Ma tra le vetrine oggi annerite dalla polvere si rilevano tracce di un negozio di dischi, di un negozietto etnico che tiene ancora alcuni ogetti in vetrina ma è sempre chiuso, uno di souvenir e la bottega dell’arrotino tutto-fare. Tutti hanno chiuso con l’unica eccezione dell’enoteca. Poi il Cantinone, strozzato dalla crescita degli affitti, ha dovuto chiudere. Nessuno aveva più motivo di passare per via Cavallotti dopo che l’ultima bottega aveva chiuso. Ora la rinascita, grazie a qualcuno che ha deciso di non aprire un’agenzia immobiliare, e che si spera sia il preludio ad un rinnovato interesse anche da parte dei luinesi al borgo antico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2006
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