Tornano i “Gialli in macelleria”

Giovedì 29 giugno alle 21, nell'ambito delle iniziative dei giovedì sera in centro, presso la macelleria Piran si presentano le due nuove opere dei giallisti Fabrizio Canciani e Massimo Marcotullio

 

Tornano
puntualmente i gialli in macelleria ancora con due autori già
noti in quel di Busto Arsizio,

Fabrizio
Canciani
e Massimo Marcotullio, presentano giovedì 29 giugno alle ore 21 le loro nuove fatiche
letterarie nella cornice della macelleria Piran dell’omonimo
Gianfranco. Una serata all’insegna del brivido e del gusto
presentata dall’esperto giallista Raffaele Aiani. Quale migliore
location per presentare delitti e intrighi, salumi e vino D.o.c.,
racconti inquietanti e carne pregiatissima, sangue e sanguinacci?

All’interno
dei giovedì aperti organizzati dal C.C.C.C. bustese, la via
adiacente la macelleria, sarà opportunamente transennata per
regolare il flusso degli amanti del giallo e, perché no, anche
degli amanti dei prosciutti. I due autori presenteranno i loro lavori
e saranno a disposizione del pubblico per
autografare libri e discutere amabilmente di noir, mentre Gianfranco
Piran
dispenserà consigli culinari e poi… lascerà
parlare la sua vetrina. Madrina d’eccezione Tecla Dozio,
direttrice della collana, e titolare dalla famosa libreria
Sherlockiana di Milano.

Fabrizio
Canciani – Qualcosa che non resta

Il
tentativo di svaligiare una banca da parte di una coppia di
rapinatori sgangherati si risolve nel modo più imprevedibile e
rocambolesco. L¹investigatore privato Bruno Kernel, già
protagonista de La regola della cattura, viene assunto da una vecchia
fiamma sudamericana per scoprire che fine abbia fatto il marito,
direttore della filiale svaligiata, scomparso nel nulla. Ad aiutarlo
nella surreale indagine, Kernel si avvale del solito stuolo di
personaggi stravaganti che compongono il suo microcosmo:
l’impareggiabile Vinile, Fedor, un dalmata sordo, e Muriel, la
seducente taxista Zen. Sullo sfondo si muovono storie e personaggi
che complicano la vicenda e la condiscono di risvolti inquietanti.

Fabrizio
Canciani è, senza dubbio, uno scrittore catartico!
Flavio
Oreglio

Massimo
Marcotullio – Il corpo del mondo

Prendete
un fiume, il Po, mettete sulle sue rive qualche discarica, aggiungete
due ragazze che se la sono vista brutta, una parte di rifiuti
tossici, qualche stronzo psicopatico, un paio di guerriglieri senza
causa, un po’ di mafia russa, qualche spruzzo di blues, uno schizzo
di nitroglicerina, una storia d’amore e versate tutto in un tumbler.
Mescolate, non agitate. Versate in un bicchiere ghiacciato e guarnite
con cazzotti nello stomaco e abbondanti raffiche di mitra. Stanotte
non si dorme: è tornato Beo Fulminazzi. E’ stanco, incazzato
e ha poca voglia di scherzare.

Collana
impronte:
il nome stesso della collana rievoca indagini, delitti,
detective e assassini.

Nella
collana, curata da Tecla Dozio della Libreria del Giallo di Milano,
saranno ospitati autori italiani già noti al pubblico e autori
esordienti; anche i generi potranno spaziare dal giallo classico al
noir, dalla spy-story ai romanzi di ambientazione storica.

L’immagine
della collana ha come punto di forza un’ambientazione rigorosamente
locale: la città o la regione dove si svolgono indagini e
omicidi è anch’essa protagonista della storia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2006
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