Un presidio Inail a Malpensa contro gli infortuni sul lavoro

L'ente pubblico che assicura contro gli infortuni sul lavoro presenta il proprio presidio al Terminal 2 dell'hub: Sea, sindacati ed Inail a dibattito sul tema della sicurezza

La mattinata di venerdì ha visto a Malpensa un incontro SEA-sindacati-INAIL sul tema della sicurezza sul lavoro, abbinato alla presentazione del presidio INAIL costituito all’interno dell’aeroporto. Il presidio è attivo presso il Terminal 2 dell’aerostazione, con funzioni amministrative e medico-legali; gli uffici amministrativi sono a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 per fornire informazioni agli infortunati, alle aziende e ai consulenti, mentre l’ambulatorio, con apertura dalle ore 8.00 alle ore 12.00, garantirà prestazioni medico-legali a tutti coloro che s’infortunano all’interno dello spazio aeroportuale.
All’incontro sono intervenuti il Direttore regionale INAIL Lombardia, Gian Paolo Colicchio, e il Direttore del Personale Gruppo SEA, Carlo Lazzarin, illustrando i risultati di questa nuova forma di collaborazione pubblico-privato a più di un anno dal suo avvio. Con loro Daniele Blasotta, medico INAIL in servizio a Malpensa, Francesco Morteo, primario provinciale dell’INAIL, e non pochi rappresentanti dei sindacati confederali, che hanno dato vita ad un dibattito a più voci i cui toni misurati nascondevano più di un problema aperto. Per i sindacati è più che mai necessario convincere una buona volta le aziende dell’hub, soprattutto quelle più piccole, a lavorare nell’ottica di prevenire gli infortuni dei dipendenti, come ricorda Liviano Zocchi di Uil Trasporti Lombardia, invece di liquidare la formazione come un costo "da tagliare" ("devono lavorare, mica studiare": questa la mentalità prevalente, denunciata dai sindacalisti). Il tutto in una situazione aggravata dal precariato selvaggio, che mette i lavoratori in condizioni di abietta sottomissione, al punto da non segnalare neppure gli infortuni subiti. "Qualche tempo fa ho visto uno stagionale presentarsi qui con il braccio ingessato il giorno dopo un serio infortunio sul lavoro, perchè chi si assentava per qualsiasi motivo non veniva riconfermato" denuncia Francesco Aiello per la Cisl varesina. Per i sindacati il problema infortuni si pone eccome: quelli denunciati non sarebbero che una parte, mentre il resto si perderebbe nella nebbia di cooperative e aziende varie che sfruttano i dipendenti anche 14 ore al giorno (altra denuncia dei sindacati), una situazione destinata ad estendersi con la prevista liberalizzazione totale dell’hub.
Per il direttore del personale SEA Lazzarin il tasso di infortuni risulta di non più dell’1%, in calo ed inferiore rispetto a Linate: comqune non ancora soddisfacente. "Gli incidenti accadono soprattutto nel settore dell’handling, del carico e scarico bagagli" ricorda Lazzarin. "Gravissimo" ha definito il direttore del personale l’ultimo episodio, che ha visto un’addetta alle pulizie (non una dipendente di Sea) rischiare la vita precipitando da un aereo. "Sarebbe bastato rispettare le regole" ribattono i sindacati, "una scala o una piattaforma, come rpevisto in questi casi, avrebbero evitato l’incidente". Il vero timore, come ha ribadito Ezio Colombo per Filt-Cgil, è quello dell’infortunio "sommerso" e non denunciato. In questa situazione, può INAIL garantire lo svolgimento di una funzione ispettiva, facendo i dovuti controlli? Il direttore generale regionale Colicchio frena, ricordando che "quello di Inail non è un sistema di polizia, che bloccherebbe qualsiasi attività economica". Per Colicchio è necessaria anche la cooperazione dell’università per realizzare studi di settore: "Aspirare a zero infortuni è legittimo, arrivarci non sarà facile". E a complicare il quadro si aggiunge una sottile diffidenza mostrata dai sindacati circa il ruolo che INAIL potrebbe assumere agli occhi di qualche soggetto. "INAIL non dovrà essere vista da nessuno come una sorta di scudo contro le denunce di infortuni" dichiarano i sindacalisti, incontrando l’approvazione dei vertici dell’ente assicurativo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2006
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