Una mostra per raccontare la storia del Sempione

Più di trenta pannelli ripercorrono l'evoluzione della via alpina dalla preistoria alla costruzione del traforo

Prosegue fino al 31 luglio presso la Cappella Mellerio di Domodossola, i cui restauri sono appena terminati, la mostra intitolata Il Sempione grande via alpina d’Europa”.

La mostra si compone di 36 pannelli che raccontano la storia del Sempione dalla preistoria fino al grande avvenimento che ne ha cambiato le sorti, ossia la realizzazione del traforo utilizzato per lo spostamento di merci e uomini su rotaia. I testi, corredati da immagini d’epoca e fotografie recenti illustrano, in particolare, la viabilità ossolana preistorica, i successivi interventi effettuati lungo il Sempione in epoca romana dall’imperatore Settimio Severo e, in seguito, l’importanza che hanno rivestito gli insediamenti walser nei villaggi di valico e gli interventi realizzati dal Barone Stockalper per rendere più efficiente la vecchia mulattiera medievale che collegava Briga a Gondo. Si passa poi alla costruzione della strada napoleonica e ci si sofferma sui molti viaggiatori illustri che, particolarmente nel corso dell’Ottocento, fecero dalla via del Sempione l’itinerario privilegiato del tour romantico verso l’Italia. Una apposita sezione è dedicata alla realizzazione del traforo ferroviario; infine vengono proposte una panoramica sulla via aerea del Sempione tracciata da Geo Chavez e sull’importanza ed il ruolo strategico rivestiti dal Sempione durante le due guerre mondiali. Nello spazio della Cappella Mellerio sono inoltre esposti reperti relativi alla storia della strada sempionana provenienti dalle collezioni del Comune di Domodossola e dalla collezione svizzera della Fondazione Fantoni, tra i quali si segnalano medaglie commemorative, disegni progettuali del traforo e, inoltre, dopo lungo tempo è esposta al pubblico la diligenza postale svizzera che fino al 19 maggio del 1906 ha collegato Briga a Domodossola, dono dalla Confederazione Elvetica al comune di Domodossola, recentemente riportata all’antico splendore dai restauri. La mostra è arricchita da due proiezioni multimediali, una dedicata al "viaggio romantico" lungo il Sempione, l’altra ai lavori di costruzione del traforo.

Alla realizzazione del percorso espositivo, coordinato e curato per la parte di progettazione grafica dallo studio Aligraphis di Gravellona Toce, hanno collaborato con testi ed informazioni vari studiosi, quali Filippo Gambari, della Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte per la parte preistorica e romana, Elena Poletti e Barbara Perazzi, per l’età romana e medievale, Paola Caretti, per le tematiche del Grand Tour e dell’impresa di Geo Chavez, Vittorio Moro, per le vicende della strada napoleonica e del Traforo. Insostituibile è stato l’aiuto dato nel corso del lavoro da Bernhard Fantoni di Briga e dall’Ecomuseo di Simplondorf, per quanto riguarda la ricerca sul territorio elvetico, e dai Padri Rosminiani, ed in particolare Don Vito Nardin, e dal Comune di Domodossola, attraverso la persona del funzionario responsabile dei Musei Franca Maltempi e della dirigente dott.ssa Alessandra Lavrano, per la ricerca sul territorio italiano. Paolo Bologna e Pier Antonio Ragozza hanno infine offerto la loro approfondita e specifica competenza sulle tematiche delle fortificazioni militari e della Resistenza al Sempione, mentre Edgardo Ferrari ha dato un importante contributo alle tematiche del viaggio letterario e pittorico e della storia del traforo.

 

La mostra rimarrà aperta fino al 30 luglio nei seguenti orari:
Fino al 30 maggio Tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Dal 1° giugno al 31 luglio: Sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Ingresso: Libero

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 giugno 2006
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