Uno studio delle risorse idriche nel piano del territorio

L'analisi a cura del Politecnico di Milano dedicata alla salvaguardia delle falde

La Val Bossa in allarme. Le abitazioni di Viggiù  “alta” senza una goccia d’acqua. Riscio di rubinetti all’asciutto anche a Malnate e a Tradate mentre a Varese, Aspem lancia un monito, attenzione, falde mai così in basso.

Un inverno nevoso non ha potuto certo sopperire ad un autunno secco e ad una primavera altrettanto avara di precipitazioni. E senza piogge le falde non si alimentano.

«E’ evidente che o ci si mette nell’ottica di un consumo più responsabile delle risorse idriche – analizza il vicepresidente della Provincia e assessore al Territorio, Giorgio De Wolf – o il rischio di fare i conti sempre più frequentemente con situazioni simili è reale».

Nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (e che va giovedì in discussione davanti al Consiglio)  malgrado non ci sia nessun obbligo in proposito, la Provincia ha dedicato al tema una serie di analisi, osservazioni e raccomandazioni.

«Anzitutto  il Dipartimento di ingegneria idraulica del Politecnico di Milano, uno dei ‘poli’ scientifici che ha contribuito all’indagine tecnica che ha supportato il Ptcp, ci ha fornito una mappa della situazione attuale – chiarisce De Wolf – e la Provincia ha integrato il Piano di coordinamento con una parte dedicata alla salvaguardia delle falde».

Non una vera e propria prescrizione, ma una serie di raccomandazioni ai comuni perché nella definizione dei futuri piani di governo del territorio (Pgt, gli ex piani regolatori generali) lo sviluppo urbanistico di paesi e città tenga anche conto della possibilità di rifornire adeguatamente di acqua i nuovi insediamenti. «Siamo stati la prima Provincia in Lombardia a prevedere un simile strumento di programmazione territoriale nonostante la legge non ce lo chiedesse. Ma ritenevamo indispensabile affiancare al piano di tutela delle acque, una serie di indicazioni ulteriori che rafforzassero la necessità di una corretta programmazione. Infatti – prosegue De Wolf – se nella definizione di un piano di governo del territorio un comune deve prevedere – che so – la possibilità di realizzare nuove strade o il passaggio di una ferrovia, perché non dovrebbe valutare anche l’impatto che nuovi insediamenti hanno sulle risorse idriche disponibili?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2006
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