Varese città “alla voga”: vuole i mondiali di canottaggio

Lanciata da Villa Recalcati la candidatura della Città Giardino per la rassegna iridata. Si pensa alle edizioni del 2010 o 2011

Varese, terra di laghi, di sport, di remi. In una parola di canottaggio. Con questa equazione nella mente la Città Giardino si prepara a un’altra grande sfida sotto il profilo dell’organizzazione sportiva: candidarsi a organizzare un’edizione dei Campionati del Mondo delle discipline remiere sul Lago di Varese.

La molla è arrivata dalla Provincia, con in testa il presidente Reguzzoni e l’assessore allo sport Giangiacomo Longoni, e la sua spinta è stata raccolta volentieri dalle quattordici società remiere espressione del nostro territorio (Arolo, Caldé, Cerro, De Bastiani Angera, Ispra, Laveno, Renese, Corgeno, Gavirate, Germignaga, Luino, Monate, Porto Ceresio e Varese), tutte presenti con i propri dirigenti alla presentazione del progetto (nella foto un momento della riunione). Nell’occasione è così stato istituito a tutti gli effetti un comitato promotore dell’evento.
La data, per il momento, rimane però sospesa (si ipotizzano il 2010 o il 2011in prima battuta) e il motivo è stato spiegato dallo stesso Longoni. «A differenza del ciclismo, dove la Tre Valli è un evento che annualmente dimostra la capacità organizzativa del movimento locale, per presentare la candidatura nel canottaggio bisogna iniziare a stilare un calendario internazionale di appuntamenti. Questo è un primo passo necessario per ottenere credibilità in vista dei Mondiali: si partirà con la Coupe de la Jeunesse, già programmata per il 2007».

Presente alla firma che ha istituito il comitato promotore anche Antonio Bassi, presidente federale lombardo. «Sarà necessario coinvolgere la cittadinanza, in modo che l’eventuale Mondiale abbia ricadute positive per tutto il territorio. La presenza di tante società è una buona partenza, io mi faccio carico di stimolare la federazione sulle necessità». Lo stesso Bassi ha replicato ad un’obiezione organizzativa, visti i problemi incontrati da Milano che ha ospitato la rassegna iridata nel 2003. «Rispetto a Milano abbiamo già un vantaggio: qui si è mossa direttamente la base del canottaggio, gente che conosce i meccanismi e le necessità di questo sport. E se è vero che l’Idroscalo aveva alcuni innegabili vantaggi a livello di campo di regata, è altrettanto vero che una città come Milano pone problematiche (costi, traffico, interesse…) che a Varese non incontreremmo». 

Soddisfatti di questa idea i diversi "numeri uno" delle società varesine (nella foto: Pomati e Morello sotto l’occhio vigile di Longoni). «Una grossa sfida, ma la gente di sport non può aver paura delle sfide – ha detto il presidente della Canottieri Gavirate, Pomati – Se ci sono energia ed entusiasmo tutto è possibile». Gli fa eco il collega della Canottieri Varese, Morello: «Il percorso per arrivare ai Mondiali è difficile, sarà necessario "remare" tutti insieme. Però ricordiamoci di avere un bacino al top e nazionali importanti come quella inglese e australiana che si allenano qui da tempo: un bel biglietto da visita».
Un plauso anche da Tognetti (Monate) e Marchettini (presidente provinciale del sedile fisso. «Un’opportunità imperdibile per far conoscere il nostro sport tra i giovani delle scuole», ha detto Tognetti; «Un riconoscimento necessario a una "provincia d’acqua» per il secondo. L’idea ha ottenuto il supporto del Coni, presente con il vicepresidente varesino Giancarlo Salvetti.

Quali quindi i passi da compiere prima dei Mondiali? L’idea è quella di ospitare rassegne internazionali magari dedicate agli universitari, ai master e ai giovani, oltre a qualche edizione dei campionati italiani. E poi sarebbe bello avere sul Lago di Varese una tappa della Coppa del Mondo. Ma il progetto, per adesso, è solo all’inizio: per sognare c’è tempo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2006
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