Via Lonate, allacciamenti ancora problematici

Il gestore di un bar-osteria lamenta: tombini in posizioni inutili, poca o nulla comunicaizone dal Comune, cifre da capogiro per chi è costretto a far da sè

I lavori di costruzione delle condotte fognarie in via Lonate tornano d’attualità. A parte il ritardo geologico con cui il Comune provvede finalmente a quanto avrebbe dovuto esser fatto molti anni or sono (nonostante i recenti sforzi nella giusta direzione buona parte della città è tuttora senza fognature), le lamentele insorgono per il modo in cui i lavori sono stati condotti.

A sottolineare il problema è il signor Gianluca Tonetti, proproetario dell’osteria-bar Bacco, Tabacco e Venere, che si affaccia sulla strada. A scatenarne le ire le modalità dei lavori: Tonetti ha preso carta e penna e scritto a La Voce della Città, quindi si è rivolto anche alla stampa locale e a Varesenews. "Hanno iniziato i lavori senza avvisarci, bloccando l’intera via per Lonate quando stavano lavorando sì e no su cento metri. Quando gli ho proposto di spostare un cartellone quel tanto che bastava a far passare l’auto di chi voleva servirsi da me o dagli altri esercenti vicini, hanno chiuso la strada in un modo tale che non ci passava neanche una bici… Non mi sembra una trovata intelligente". Ma questo è il meno. Ciò che Tonetti lamenta è la disposizione dei tombini: "Ne serviva uno di fronte al mio esercizio: me lo hanno realizzato venti metri più avanti. Quando ho protestato mi hanno detto che il progetto andava bene così: tombini a distanze regolari – senza badare se poi in quella posizione servono o no. E io l’allacciamento alle fognature come lo faccio?"

Il signor Tonetti è venuto a sapere il da farsi per l’allacciamento non da comunicazioni giunte dal Municipio, bensì da uno dei tecnici impegnati nei lavori. "Per l’allacciamento il Comune chiede 35 centesimi di euro per ogni metro quadro di dimensione del locale interessato, più mille euro di cauzione da restituire successivamente; ma mettendomi il pozzetto dove l’hanno messo, io non posso accedervi, le condutture devono essere diritte". Pochi giorni dopo la chiacchierata col tecnico, una ditta privata che si occupa proprio allacciamenti inizia a lavorare, approfittando del nuovo tronco in via di realizzazione. Tariffa: 180 euro a metro lineare di lunghezza delle condutture. "Se mi rivolgessi a loro, potrebbero aprirmi il pozzetto dove serve e allacciarmi: peccato che mi verrebbe a costare qualcosa come 4000 euro, ho calcolato – e dopo che ne ho già speso il doppio qualche tempo fa altri lavori. Così sono rimasto il solo senza allacciamento…". Tutto questo, dopo aver pagato le tasse, brucia.

Lavori avviati senza avvisare e senza contatti preliminari con i residenti, dopo tre anni di promesse – almeno, per una volta, mantenute; lamentele assortite per i lavori e il loro risultato. Emerge insomma un deficit di comunicazione tra Comune e cittadini-utenti: certi progetti sembrano tenere conto più della città come dovrebbe essere che di quella che è in realtà. Un problema concreti da cui ripartire, se si vorrà dar corpo alle promesse di un’urbanistica più partecipata, che non può che partire dal basso – da sottoterra, in questo caso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 giugno 2006
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