Due studenti a Los Angeles per migliorare la “comunicazione”

Pronti per la partenza per Los Angeles i ragazzi dell’Edith Stein che parteciperanno al Summit su media e questioni cruciali per il futuro del pianeta

Completato il lavoro assegnato dall’organizzazione del convegno, un video sul razzismo e un blog per discutere sull’uso della violenza, la delegazione italiana è a meno di 24 ore dalla partenza per raggiungere in California i ragazzi provenienti da altri 25 paesi di tutto il mondo. Per 10 giorni, dal 21 al 31 di luglio, i giovani fimaker e diplomatici si confronteranno su problemi come razzismo, violenza, ambiente, povertà, salute, diritti dell’infanzia e delle donne e l’utilizzo dei meidia.

L’ Irmas International Youth Media Summit è quest’anno al suo esordio, con i problemi e le aspettative che ne conseguono. Nel corso dei mesi ha cambiato nome per questioni organizzative ed è stato dedicato alla signora Irmas, benefattrice che ha risollevato il convegno dalle difficoltà economiche incontrate.

Ovviamente eccitati e nervosi per un evento di tali dimensioni, i ragazzi freschi di maturità scientifica ricordano come è iniziata quest’avventura che li porterà a rappresentare l’Italia negli Stati Uniti. Michela Mattioni racconta: “Quando mi è stato proposto la prima volta mi sembrava un sogno. Non mi aspettavo di essere scelta ed  è stata una sorpresa. Lavorare sul tema del razzismo è stata un’esperienza che mi ha dato tanto e penso mi darà ancora molto il confronto con le altre delegazioni.” Mattia  Siragusa aggiunge “è strano come da un semplice corso pomeridiano, iniziato per curiosità e poi ripreso l’anno successivo per interesse, sia arrivata tale opportunità. Credo comunque sia molto positivo avere la possibilità di seguire corsi diversi da quelli strettamente scolastici.”

L’iniziativa è nata dal laboratorio di cinema più consolidato tra quelli organizzati dalla Comunità Montana della Valcuvia. L’ente montano investe ormai da diversi anni risorse ed energie per far sperimentare il cinema nei vari contesti educativi in cui opera, dalle scuole ai centri di aggregazione. Grazie all’attrezzatura messa a disposizione i ragazzi hanno imparato a realizzare un video dalle riprese al montaggio, competenze essenziali per partecipare alla selezione per il IIYMS.

Silvia Bevilacqua, media educator per la Comunità Montana della Valcuvia, ha preparato i ragazzi ad affrontare i loro compiti e li accompagnerà nel viaggio a Los Angeles. “E’ una grande soddisfazione professionale per me. Realizzo laboratori di educazione ai media in scuole e contesti più informali perché credo sia importante fornire ai giovani gli strumenti per capire il linguaggio audiovisivo di cui ora siamo circondati. Trovo interessante che ci siano paesi dove l’insegnamento dei media sia una pratica consolidata e non vedo l’ora di conosce colleghi di altre nazionalità per avere un confronto e uno stimolo. Credo sia positivo l’approccio utilizzato dall’ IIYMS che vede nei ragazzi una fonte di idee e creatività e non solamente degli studenti.

I lavori che i ragazzi hanno portato a termine sono stati impegnativi, ma li hanno resi autonomi e responsabili. Il convegno è pensato per sensibilizzare i giovani verso problemi importanti per il pianeta e dare loro lo spazio per fornire il proprio contributo alla diffusione e conoscenza delle questioni. Mattia Siragusa, come diplomatico, ha effettuato ricerche sulle organizzazioni che si occupano di violenza e ha realizzato un blog per documentare e raccogliere proposte e  opinioni. A lavoro ormai concluso racconta: “Il compito che avevo è stata un’occasione importante per entrare in contatto con molte associazioni che prima non conoscevo. Ho fatto un’indagine tra i miei coetanei e, parlando con loro, ho scoperto che sono veramente pochi i nomi conosciuti tra i gruppi che si occupano di violenza e, più in generale dell’ambito sociale. Attraverso il blog ho chiesto ai frequentatori di creare un logo per una maglietta. Mi è sembrata un’idea originale per migliorare la visibilità della manifestazione e del suo scopo tra gente della mia età. “

Michela Mattioni, che ha realizzato un breve video sul problema della violenza, dice. “la realizzazione di questo video mi ha portato a conoscere una realtà di cui non avevo idea. Mi sono documentata attraverso la testimonianza diretta dei soci dell’Anolf e rileggendo i giornali locali per avere del materiale per il mio lavoro. E’ stato impegnativo, ma molto interessante sia lavorare sul tema del razzismo in provincia di Varese, sia realizzare un lavoro documentato attraverso le immagini.  Ho anche avuto l’opportunità di approfondire e sfruttare le conoscenze sull’uso della videocamera e del programma di montaggio che ho acquisito durante il laboratorio di cinema della Comunità montana della Valcuvia".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 luglio 2006
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