Linee programmatiche, assenso “bulgaro” per Mucci

Voto con discussioni e polemiche dell'opposizione. Al termine del consiglio comunale, gli auguri al primo cittadino che lunedi 24 luglio si sposa

Secondo consiglio comunale della settimana a Gallarate. Partendo dalla fine, ci associamo agli auguri del consesso cittadino, con tanto di fiori e poesia-filastrocca recitata dall’unica donna consigliere, Maria Laura Floris Martegani, al sindaco Nicola Mucci, che lunedì prossimo, 24 luglio, sposerà Carla.

 

La serata dell’assemblea ha avuto come unico argomento la discussione e votazione sulle linee programmatiche di governo presentate in consiglio comunale lo scorso 3 luglio dal primo cittadino. Le opposizioni hanno esposto le perplessità per un programma che è stato a più riprese definito lacunoso e generico. Il gruppo misto rappresentato da Quintino Magarò ha scelto di astenersi perché vuole «valutare con attenzione le metodologie dell’amministrazione e le scelte di governo, che fino a questo punto non hanno soddisfatto per la mancanza di coinvolgimento delle minoranze». Il resto delle minoranze ha criticato i passaggi su «Gallarate città di pionieri» e il riferimento alle «radici cristiane», che il sindaco Nicola Mucci ha voluto sottolinerae nel suo discorso di presentazione. I più agguerriti sono stati Stefano Rizzi (Prc), il quale, dopo aver ricordato Carlo Giuliani, ucciso a Genova 5 anni fa negli scontri del G8, ha invitato a «non usare le parole per escludere, puntando sulla laicità nell’amministrazione e non su una politica TeoCon che nulla porta se non all’isolamento di buona parte della cittadinanza», e Pierluigi Galli (Ds), che in un lungo ragionamento ha criticato la composizione del programma, definito «lacunoso e generico in molte parti. L’esempio della moschea, per la quale è nata una proposta minimalista, vale come linea tenuta dall’amministrazione in molte altre questioni, dal sociale al commercio all’urbanistica. Il riferimento alle radici cristiane – ha detto galli – è stata una pedina di scambio con la Lega Nord, che ha mercanteggiato accettando un programma per il commercio contro cui aveva votato nella scorsa legislatura. Le proposte della minoranze non sono state ascoltate, non c’è dialogo». Angelo Senaldi (Margherita), ha accusato il sindaco di aver «elaborato un programma vago, di cui non si coglie il progetto complessivo. In particolare siamo preoccupati per la carenza di attenzione alla questione sociale, per la quale siamo contrari alla creazione di una Fondazione: la sanità deve rimanere in capo all’amministrazione». Giorgio Bisaccia (Ds), ha criticato, con un ampio excursus storico, l’inserimento del riferimento al pionierismo che «ha creato solo morti e disagio, mentre Gallarate deve puntare sull’evoluzione di un valori come l’inclusione, la solidarietà, l’ecologia».

 

Compatta come sempre la maggioranza. Giuseppe Martignoni (An), ha applaudito al programma di Mucci, confermando la fiducia di Alleanza Nazionale «nella continuità di quanto fatto negli ultimi 5 anni. Saremo i pretoriani del sindaco, con le persone e con i progetti, nel rispetto della linea politica». Martignoni ha avuto un piccolo scambio polemico con il diessino Aldo Lamberti: il capogruppo di An ha infatti introdotto il suo discorso facendo riferimento al voto in Parlamento sul mantenimento delle truppe in Iraq, con Lamberti che nel suo intervento ha corretto l’assessore provinciale alla Sicurezza dicendo che le truppe «saranno mantenute in Afghanistan, dove la situazione è ben diversa e il voto della CdL non è stato fondamentale». Matteo Ciampoli (Lega Nord), ha centrato l’obiettivo su alcuni punti “caldi” per il Carroccio, come il commercio locale, la moschea, il decentramento amministrativo, la riduzione dell’Ici e la sicurezza, affermando che «la Lega farà in modo che questi argomenti siano presi in maggiore considerazione: abbiamo creduto nel programma nel suo complesso, ci sono punti qualificanti ai quali teniamo in modo particolare». Roberto Delodovici (Fi) si aspettava «le accuse dell’opposizione le stesse di 5 anni fa: i risultati parlano per noi, abbiamo smentito i detrattori con i fatti. Il programma è qualificante, ricco di spunti. Il riferimento alle radici cristiane non è una pedina di scambio, ma il legame con la dottrina sociale della Chiesa Cattolica: accoglienza, solidarietà e sussidiarietà. Nel programma ci sono punti qualificanti, come la costruzione del nuovo polo ospedaliero: quello attuale, io ci lavoro, è vetusto, obsoleto. Ad esempio, con il caldo di questi giorni, non si può climatizzare la struttura intera. Un nuovo ospedale è necessario». Infine Mucci: «Ho visto un’opposizione divisa, non so come facciano a stare insieme Rizzi e Senaldi – ha commentato il sindaco -. Ringrazio chi ha appoggiato il programma, mi sarei aspettato riflessioni politiche più importanti, ma sono arrivate solo critiche senza senso». Il programma è passato con 18 voti positivi, 8 contrari, 1 astenuto   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 luglio 2006
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