Un tavolo per decidere il futuro di Milano

Martedì Prodi, Letta, Formigoni, Penati e Moratti parleranno di temi caldi come viabilità, finanziaria e ricerca

Infrastrutture stradali come la Pedemontana, il ruolo internazionale di Milano, una legge speciale per la città e l’agenzia per l’Innovazione. I temi che dovranno essere affrontati domani, martedì 25, al Tavolo Milano, saranno tutti temi caldi, che vedranno il Governo impegnato in una discussione  per la regione che, come spesso si ricorda, è principalmente affidata ad un’area politica opposta.

Ma andiamo con ordine: chi sarà presente a questo meeting che, sulla carta, dovrà dare un nuovo slancio al futuro milanese? Ci saranno il presidente del Consiglio Romano Prodi, il sottosegretario Enrico Letta, alcuni ministri, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della provincia Filippo Penati e il presidente della regione Roberto Formigoni.

Moratti, Penati e Formigoni, ovviamente, hanno già preparato e dichiarato le richieste che saranno fatte domani ad un governo che, almeno in campagna elettorale, ha sempre promesso un discreto impegno a favore di quello che dovrebbe rivelarsi il centro economico del nostro paese.

Letizia Moratti ora dovrà accaparrarsi i presupposti per la messa in pratica della sua campagna elettorale: si parlerà quindi dei finanziamenti previsti con la finanziaria, ma anche del sostegno alla legge che dovrebbe concedere a Milano almeno una parte delle competenze e dei fondi già destinati a Roma capitale. Fondamentale punto di discussione sarà la Tem, la tangenziale esterna che alleggerirebbe il tristemente “tradizionale” traffico milanese. Inoltre il sindaco chiederà l’aiuto del governo a sostegno delle candidature per le Olimpiadi 2020 e, con maggiori possibilità di riuscita, per l’Expo 2015. In agenda anche la richiesta di un’agenzia per l’Innovazione, promossa dagli atenei milanesi e dagli istituti di ricerca.

Per quanto riguarda la Regione, sicuramente saranno richieste conferme per Pedemontana e BreBeMi. Ma queste conferme non saranno date facilmente, probabilmente: proprio ieri il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha dichiarato la necessità di scegliere tra Pedemontana e BreBeMi. Inoltre saranno richiesti un ampliamento in area lombarda del sistema ferroviario dei Tav e la valorizzazione di Malpensa. Ma non finisce qui: si parlerà anche di federalismo fiscale, maggiore autonomia per la regione e legge Bersani, particolarmente bersagliata dal Pirellone.

Altro problema da affrontare è quello legato al futuro delle autostrade lombarde. Da una parte è noto l’appoggio del Governo ad una fusione tra l’italiana Autostrade Spa e la spagnola Albertis, un accordo che vale 25 miliardi, e che porterebbe alla nascita del primo gruppo europeo del settore, in grado poi di guardare ai mercati statunitensi e sudamericani. Dall’altra Formigoni proporrà, con finalità non troppo velatamente provocatorie, una alleanza di Autostrade Spa con un gruppo lombardo individuato dalla regione, per dare vita a un nuovo grande gestore autostradale in grado di reperire autonomamente i fondi necessari a tutte le grandi opere necessarie alla Lombardia.

La posizione di Penati sarà probabilmente aderente alle richieste di Moratti e Formigoni, a favore dell’applicazione della normativa Omse.

La carne al fuoco è  tanta, mentre l’unica speranza è che questo tavolo non si trasformi in un vero e proprio ring politico. Nel frattempo, sia da parte del Governo sia da parte delle istituzioni locali, tutti riconoscono la necessità strategica dello sviluppo di Milano. Vedremo da queste intenzioni cosa scaturirà domani.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 luglio 2006
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