Ville Ponti, “ecco perché l’albergo non si può fare”

In una dettagliata lettera aperta l’architetto Guglielmo Mozzoni spiega le motivazioni nel “no” alla struttura di Biumo. “Ai vincoli di legge, ne vanno aggiunti altri due molto più importanti e decisionali: quelli del buon senso e dell’intelligenza”

Riceviamo e pubblichiamo

Con mia grande sorpresa nei giorni scorsi sono circolate “voci” di varia provenienza secondo le quali sull’area del Parco Ponti, dove è stato progettato dalla Camera di Commercio un insediamento alberghiero, non graverebbe vincolo di sorta o comunque sarebbero vincoli facilmente modificabili.

Mi pare importante, in tale contesto, porre in adeguata evidenza e in adeguato rilievo, il fatto che la stessa Amministrazione Comunale abbia già evidenziato correttamente la sussistenza di tali vincoli, dei quali altresì ha preso giustamente atto la Sovrintendenza negando ogni autorizzazione al progetto della Camera di Commercio.

Mi sembra importante che il Comune abbia ad evidenziare pubblicamente la sussistenza di tali vincoli.

Per parte mia mi faccio cura di segnalare che, a quanto mi risulta, gravano almeno i seguenti vincoli:

a)            Codice dei Beni Culturali, art. 10 comma 1. “Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”. Per beni immobili si intendono ai sensi dell’art. 812 codice civile: “il suolo, le sorgenti e i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo”.

b)            Presenza di un roccolo storico dai tempi di Maria Teresa d’Austria e facente parte del parco;

c)         Servitù perpetua a “ville signorili” (con divieto di costruzione di altre e diverse opere qual iad esempio un albergo)  come da Atto Notarile del notaio Zafferri  (redatto il 10.7.1946) relativo al territorio considerato dai progettisti dell’albergo  tutt’uno per avere  “abusivamente” la volumentria desiderata;

d)            Proprietà delle aree oggetto del Programma Integrato di Intervento non solo della Camera di Commercio ma anche di terzi che non hanno espresso alcun consenso favorevole alla costruzione dell’Albergo o alla redazione del citato Programma.

e)            Vincolo forestale per scopi idrogeologici che vieta il taglio e lo sradicamento degli alberi dove la progettazione dell’albergo prevede la viabilità;

f)            Codice Beni Culturali, Art. 142, “Aree tutelate per legge” ai sensi del comma “1. Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo: (…) f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche’ i territori di protezione esterna dei parchi [Il Parco Mozzoni ed il Parco Ponti sono stati dichiarati Monumenti Nazionali]; g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche’ percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227”;

g)        Piano Regolatore Generale vigente, norme Tecniche di Attuazione,  Art. 121 – Spazi pubblici a parco, per il gioco e lo sport (FH): “a . Aree naturali di fruibilità pubblica – FH 1. Sottozone di pregio naturalistico e paesaggistico-ambientale che la Variante Generale del P.R.G. destina all’acquisizione diretta da parte dell’Amministrazione o all’utilizzo pubblico convenzionato, secondo le modalità definite negli strumenti attuativi che ne consentono l’acquisizione e sistemazione. 2. Le trasformazioni consentite sono quelle minime necessarie per la difesa idrogeologica, la sistemazione e manutenzione degli spazi verdi e delle acque, senza alcun inserimento di strutture edilizie né di infrastrutture viarie, all’infuori di percorsi pedonali e ciclabili realizzati con materiali e tecniche naturali”.

h)         Piano Regolatore Generale originario,  fatto modificare dalla Camera di Commercio   in base ad “accordi”  fatti con compiacenti uffici dell’amministrazione comunale di allora e che ha privato la lottizzazione effettuata del parco pubblico e delle attrezzature scolastiche e di svago.

A questi vincoli di legge, ne vanno aggiunti altri due  molto più importanti e decisionali:

quelli del buon senso e dell’intelligenza.

 

Per parte mia cercherò di divulgare in pubblico, tramite giornali, tale mia “lettera aperta”.
Aggiungo che tali vincoli sono depositati in copia presso lo studio dell’avvocato Luigi Zanzi, in Via S. Martino n°12 Varese, dove chiunque può prenderne visione.
Cordialmente

Arch. Guglielmo Mozzoni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 luglio 2006
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