«Acqua, le reti devono rimanere di proprietà pubblica»

Riunione dei 141 comuni dell’Ato: secondo i “comuni ribelli” del tradatese non è necessaria una società patrimoniale in cui conferire la proprietà degli acquedotti

«La proprietà delle reti idriche deve rimanere pubblica, non privata. Sulla questione della gestione degli acquedotti si può discutere». Il sindaco di Tradate, Stefano Candiani, è soddisfatto dell’esito della riunione, svoltasi martedì sera in Provincia a Varese, dei 141 comuni dell’Ato (Ambito territoriale ottimale), ente che sta coordinando l’applicazione delle leggi nazionali e regionali per una gestione unitaria del ciclo delle acque. Candiani, con i  sindaci di altri comuni del tradatese, nei mesi scorsi si è messo di traverso alla proposta dell’Ato di conferire tutte le proprietà degli impianti in un’unica società patrimoniale. Il risultato è stata una parziale vittoria da parte di questi comuni che sono stati definiti “ribelli”. Oltre 100, invece, i comuni che hanno aderito alla proposta di gestione della Provincia.

«Dalla riunione di ieri è emerso che non avevamo tutti i torti a far notare alcune anomalie su quanto proposto dall’Ato – spiega Candiani -. Avevamo chiesto un’analisi di come si erano comportate altre province in Lombardia ed è emerso che, per esempio, Bergamo e Brescia, hanno fatto come pensavamo noi, ovvero non hanno conferito le proprietà delle reti a un unico ente, ma gestiscono tutto tramite un consorzio, oppure tramite altre realtà già esistenti».

Candiani spiega che quindi vi sono altre possibilità di gestione del ciclo delle acque oltre al modello proposto dall’Ato, che, comunque, pare farà partire lo stesso la società patrimoniale perché 110 comuni hanno aderito alla proposta entro i termini fissati. «Ma se questi comuni avessero avuto un’alternativa a quella di adesione che è stata imposta, sarebbe stata la stessa cosa? – si chiede il primo cittadino di Tradate – Oggi l’alternativa c’è, ma quando questi comuni hanno aderito, nel modello proposto dall’Ato non c’erano alternative, solo l’imposizione di conferire le reti alla società patrimoniale. Adesso delle alternative ci sono».

L’incontro in Provincia con i tutti i comuni si è quindi concluso con la possibilità di analizzare le situazioni esistenti e a gennaio vi sarà un’altra riunione per approfondire non solo la gestione delle reti, ma anche cosa sarà di questi comuni che invece hanno aderito alla proposta dell’Ato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2006
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