Assalto a una piattaforma Agip: rapiti tre italiani

Il commmando ha agito alle 5 di giovedì mattina. Sequestrato anche un lavoratore straniero, nella sparatoria è rimasto ucciso un bambino nigeriano

Uomini armati nigeriani hanno attaccato oggi, giovedì 7 dicembre, una stazione di pompaggio dell’Agip nello stato di Bayelsa, nel delta del Niger, sequestrando tre lavoratori italiani e uno straniero. Lo ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri italiano, che successivamente ha reso note anche le identità delle persone rapite. Si tratta di Francesco Arena, area manager della Swamp area di Eni, Cosma Russo e Roberto Dieghi, contrattisti Naoc (Nigeria Agip oil company) di Plantgeria, e S. Imad della società di catering Abed. Nell’assalto è rimasto ucciso un bambino nigeriano.
«Gli assalitori avevano il volto coperto, indossavano tute mimetiche, e si sono avvicinati a bordo di 7 imbarcazioni», ha raccontato al Corriere della Sera Hafiz Ringim, commissario di polizia. «Hanno bruciato alcuni veicoli e ucciso una persona». Secondo una prima ricostruzione del capo della polizia, Alfred Ilogho, riferita dalla Reuters, il gruppo armato ha tentato di assaltare il terminal Brass, che produce circa 200.000 barili di greggio al giorno, ma i soldati a guardia del complesso petrolifero hanno risposto al fuoco degli assalitori mettendoli in fuga. Il gruppo allora si è diretto verso la zona degli alloggi dei lavoratori, sequestrando alcuni di loro. L’attacco è avvenuto alle 05:00 circa di questa mattina (giovedì, stessa ora in Italia). Brass si trova a circa tre ore di battello da Yenagoa e Ringim ha detto di non avere dettagli precisi circa l’attacco.
L’unità di crisi della Farnesina è già in contatto con l’Eni e con la sua rappresentanza in Nigeria.
Questo genere di rapimento in Nigeria è relativamente frequente e gli ostaggi sono in genere rilasciati senza conseguenze dopo il versamento di un riscatto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2006
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