«Aveva la moto nuova da due giorni»

Così racconta uno zio di Lorenzo, il 24enne cenaturo rimasto ucciso in via Gasparoli

«E pensare che aveva comprato la moto nuova da appena due giorni». Così sospira uno zio di Lorenzo, il ragazzo di 24 anni rimasto ucciso nell’incidente stradale avvenuto dopo mezzogiorno a Cassano Magnago, lungo la trafficata via Gasparoli. «Suo papà gli aveva tolto quella che aveva prima, aveva paura, troppi incidenti sulle strade». Occhi spenti per l’uomo, e per quello che potrebbe essere suo figlio, arrivato con lui. «L’ho visto all’obitorio poco fa» racconta ai presenti, mentre un capannello di persone, nessuna delle quali testimone diretta del fatto, si interroga sulle modalità dell’incidente.

Sembra che il centauro provenisse da sud diretto verso il centro, ad elevata velocità, e che abbia perso il controllo del mezzo quando un’auto che sopraggiungeva in senso opposto ha fatto per svoltare a sinistra, come per parcheggiare all’altezza dei negozi. Il ragazzo ha cercato di frenare prima dell’impatto, sembra che la moto abbia strisciato per un tratto, a centauro ormai sbalzato, prima che entrambi finissero sotto le ruote dell’auto.

Lo scenario dell’ennesima tragedia della strada, dell’ennesimo morto sulle due ruote, è una via larga, diritta, scorrevole ma trafficata. Accanto al luogo dell’incidente vi sono varie attività commerciali: un bar torrefazione, una panetteria, un centro di telefonia, e altri ancora. Sulla strada, la vita prosegue come nulla fosse. Poi, pian piano, aguzzando la vista, si notano i dettagli. Una debole traccia di frenata qui. Un segno o una lettera a gesso colorato là. Un odore sospetto di benzina. Del fango a lato strada, come se fosse stata versata della sabbia a coprire qualcosa; qualche macchia sull’asfalto che non sembra di pioggia. Qualche frammento di cerchione sul marciapiede. Infine, dall’altro lato, una scarpa abbandonata accanto a una piccola fioriera. Frantumi di un dramma.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2006
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