Carcere, «Trasferiamo i pentiti in un’altra struttura»

Decine di detenuti aventi diritto alla semilibertà non ne possono usufruire, perché l'ala a loro destinata è stata riservata ai collaboratori di giustizia

Trasferire i collaboratori di giustizia dal carcere di Busto ad altra casa circondariale in grado di ospitarli: questa la proposta del capogruppo regionale di Rifondazione Mario Agostinelli, oggi in visita alla struttura di via per Cassano. La proposta è mirata a permettere ai detenuti aventi diritto, alcune decine, di usufruire della semilibertà; infatti è necesssario riservare ad essi un’ala particolare del carcere, attualmente destinata ai collaboratori di Giustizia o "pentiti".

Attualmente il carcere di via per Cassano ospita circa 330 detenuti (una decina di nuovi "ospiti" sono arrivati solo ieri, e l’operazione "Tagli pregiati" ha contribuito ad aumentare la popolazione carceraria) su una capacità ottimale teorica di 280. Si tratta, beninteso, di un grosso passo avanti: prima del discusso indulto dell’estate scorsa, nel carcere bustese si affollavano ben 450 detenuti, anche cinque per cella in alcuni casi – e c’era chi dormiva sul pavimento – cifra ridottasi a 300 con l’indulto ma che sta già risalendo. Il carcere di via per Cassano è infatti il "polmone" di Malpensa, che vi scarica quasi quotidianamente i "cavalli", i corrieri della droga, quasi sempre sudamerciani (sudamericani sono ben il 40% dei detenuti), pizzicati allo sbarco da GdF, doganieri e cani antidroga. A ricostruire questi dati sono state le persone che ahnno accompagnato Agostinelli in questa visita al carcere: Saverio Ferrari, responsabile carcere di Rifondazione, insieme al consigliere comunale Antonello Corrado e ad Annibale Izzo, agente di polizia penitenziaria fino a poco tempo fa in servizio a Busto (ora a Bollate) ed esponente del sindacato di categoria Osapp.

«Il nostro partito si è molto battuto per ottenere la creazione di una commissione carceri nella passata legislatura, che purtroppo non è stata rinnovata» lamenta Agostinelli. «L’attenzione resta alta, la mia qui è la dodicesima visita di un esponente del PRC dal 2001 in qua; l’attenzione sul tema resta alta». Il capogruppo regionale di Rifondazione ha trovato la struttura carceraria in condizioni complessivamente buone, ed ha avuto parole di solidarietà per gli agenti di custodia, che vivono spesso situazioni di grande difficoltà. In numero assoluto essi non mancherebbero, ma sul terriotrio nazionale sono mal distribuiti: ve ne è carenza al Nord, sovrabbondanza al Sud e nelle isole. Attualmente gli effettivi in servizio a Busto sono 213 (in teoria 243) sui 280 previsti; un quarto di essi è "casermato", ossia non ha la possibilità di trovarsi casa e far arrivare i familiari, per lo più a causa degli affitti esorbitanti rispetto ad una paga non certo generosa.

Antonello Corrado ribadisce la necessità di una più stretta collaborazione fra carcere e Comune di Busto Arsizio. «Abbiamo proposto attività congiunte, ad esempio creare una cooperativa in cui in futuro i semiliberi possano dedicarsi ad una serie di attività lavorative. Inoltre va definita anche la collaborazione con Casa Onesimo (struttura volontaria che si occupa di assistere detenuti appena liberati) attraverso una apposita convenzione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2006
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