Chiara, uomo dell’intellighenzia italiana

“Il cammino degli anni e delle lettere”, libro curato da Serena Contini, restituisce la vera dimensione culturale vissuta da Piero Chiara. Sabato un'intera giornata di studi dedicata allo scrittore

Il libro “Il cammino degli anni e delle lettere” (Alberti Libraio Editore), curato da Serena Contini, rimette finalmente a posto in modo "scientifico" una questione importante: Piero Chiara era tutt’altro che uno scrittore provinciale o un semplice indagatore delle pruderie di paese, ma era, invece, un fine interprete del Novecento italiano. Un uomo pienamente inserito (e come tale riconosciuto dai suoi interlocutori) nel dibattito letterario del suo tempo. E questo lavoro ne è la piena dimostrazione. La curatrice, infatti, in un anno di intensa ricerca, tra archivi pubblici e fondi privati, ha ridato la giusta dimensione alle relazioni culturali e "politiche" di Piero Chiara, alcune delle quali nate prima del suo successo letterario.

Carteggi noti, ma anche qualche lettera rimasta chiusa nei cassetti, ne svelano la dimensione nazionale e autorevole. È impressionante la sequenza e la caratura dei personaggi che intrattenevano rapporti epistolari con lo scrittore di Luino: Leonardo Sciascia, Giovanni Spadolini, Giovanni Comisso, Marino Moretti, Roberto Gervaso, Carlo Sgorlon e Davide Lajolo. Il libro si concentra su questi intellettuali, a cui sono dedicati altrettanti capitoli, che non esauriscono però la ricchezza dei rapporti  di Chiara con l’intellighenzia nazionale. L’ottimo e meticoloso lavoro di Serena Contini si perfeziona con la raccolta in appendice di tutti gli interlocutori dello scrittore, con l’indicazione delle date del carteggio. Tra questi spiccano i nomi di Italo Calvino, Guido Morselli, Carlo Emilio Gadda, Carlo Bo, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Arpino, Luciano Anceschi, Andrea Zanzotto, Mario Soldati e Luciano Erba.

Colpiscono i toni confidenziali e il riconoscimento della figura di Piero Chiara nella comunità degli scrittori italiani. Ad esempio Roberto Gervaso, all’epoca giornalista del "Corriere della Sera", si definisce "scudiero" di Chiara. Oppure il carteggio intenso con il grande Leonardo Sciascia, che inizia nel settembre del 1959 con toni leggermente formali, per crescere nel tempo, fino alla collaborazione letteraria tra i due negli anni Settanta sulla figura di Casanova. E ancora lo scambio di lettere con Giovanni Spadolini, all’epoca direttore de "Il Resto del Carlino", che si dice onorato della collaborazione di Piero Chiara con il giornale da lui diretto.

Da sottolineare, infine, anche la bella edizione di Alberti Libraio Editore da Verbania.

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Sabato 2 dicembre dalle ore 9.30 a lle 18.00 al Salone Estense, in  via Sacco, 5 si terrà un Convegno scientifico dedicato alla figura di Piero Chiara

Il programma:
ore 9. 30: Saluti di Attilio Fontana, Sindaco di Varese
Introduzione di Giovanni Tesio, Università degli Studi del Piemonte Orientale
Andrea Paganini, Università di Zurigo “Incantavi”: l’esordio poetico di Piero Chiara nell’ “Ora d’oro” di Felice Menghini
Stefano Giannini, Università di Calgary (Canada), Tra ricordo e oblio. I percorsi della memoria in Piero Chiara
Serena Contini, Comune di Varese, L’arte del tradurre in Piero Chiara
Giovanni Tesio, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Il piatto piange: le donne, i cavalier, il gioco e gli amori del secondo esordio di Piero Chiara
– ore 13.00: pausa
– ore 14.00: visita alla mostra Piero Chiara. Il cammino degli anni e delle lettere, nella Sala Veratti
– ore 15.00: Carlo Cattaneo, collezionista, Una “Chiara” passione
Tania Giudicetti, Università di San Gallo, La Confederazione elvetica vista da un forestiero. Il “Diario svizzero” di Piero Chiara
Raffaella Castagnola, Università di Losanna, I gialli di Piero Chiara
Mauro Novelli, Università degli Studi di Milano, La Milano di Chiara

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 dicembre 2006
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