Cittadella della salute, una “ricetta” Comune

Salvaguardia del "Del Ponte" e dei presidi ospedalieri i capisaldi della convergenza tra i poli. Contrario solo Movimento libero, che attacca Pampari e la Regione

Superare le impostazioni del vecchio welfare, che affida le decisioni allo Stato e alla Regione, e prendere direttamente in mano il destino della sanità varesina, facendo sì che il Comune svolga il ruolo di attore principale nel costruire un polo sanitario d’eccellenza.
Movendo da questa fondamentale premessa maggioranza e opposizione, al Consiglio comunale di ieri sera, hanno votato quasi all’unanimità – contrario solo Movimento libero – un documento che rilancia la centralità di Palazzo Estense nelle decisioni relative al nuovo ospedale.

 

Il punto di partenza è una mozione presentata dai Democratici di sinistra, integrata da un ordine del giorno sulla situazione del pronto soccorso dell’ospedale di Circolo, che illustra le proposte del partito per la creazione della Cittadella della salute. «Bisogna stabilire una cabina di regia che tenga presente tutti i soggetti coinvolti nella costruzione del nuovo ospedale, con l’amministrazione comunale nel ruolo di guida» afferma il capogruppo della Quercia, Emiliano Cacioppo.
I Ds chiedono la salvaguardia dei poliambulatori di base (via Luini e via Monterosa di sicuro, possibilmente anche quello di Velate), la valorizzazione dell’ospedale Del Ponte – con la creazione delle necessarie strutture ausiliarie a un polo materno-infantile, come ad esempio la chirurgia pediatrica – e la nascita di un padiglione di medicina nucleare all’interno del nuovo monoblocco. Altre richieste riguardano la collaborazione con l’Università dell’Insubria per la formazione del personale ospedaliero, l’attenzione verso i disagi viabilistici che sorgeranno con la nuova struttura e, soprattutto, la risoluzione dell’annoso problema relativo ai posti letto del pronto soccorso. «Passeranno da dodici a trentadue ma c’è il rischio che non siano ancora sufficienti – spiega Cacioppo – il punto è rendere efficienti gli altri reparti, in modo che le carenze di posti letto non gravino sul pronto soccorso».
Si tratta di posizioni condivise da pressoché tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione. I capigruppo di Forza Italia e Alleanza nazionale, Aldo Colombo e Carmine Lo Giudice, nei loro interventi hanno sostanzialmente ricalcato le proposte dei Ds. Centrodestra e centrosinistra si sono quindi dedicati ad un lavoro di tessitura, che ha trasformato la mozione dei Ds e un documento presentato nel corso della seduta dallo stesso Colombo in un unico testo, votato dalla stragrande maggioranza del Consiglio comunale

 

I punti fondanti della convergenza tra i due poli sono la difesa (e il potenziamento) del polo materno infantile e la salvaguardia dei presidi ospedalieri presenti sul territorio. Su altri temi cruciali invece, come ad esempio la futura destinazione degli immobili dismessi, sono state avanzate diverse ipotesi, ma nessuna proposta “ufficiale”. «Oggi non siamo in grado di avanzare proposte concrete – afferma infatti Alessio Nicoletti, capogruppo di Movimento libero – dobbiamo raccogliere maggiore documentazione, attraverso i primari e l’università, e ritrovarci tra un mese, quando avremo maggiori elementi per decidere. D’altronde noi consiglieri stiamo supplendo al vuoto lasciato dal Direttore generale dell’ospedale, il dottor Pampari, e dalla Regione, che in questi mesi sono venuti meno alle loro responsabilità».

 

Il messaggio uscito dal Consiglio comunale di ieri sera, seppur un tantino carente dal punto di vista strategico-amministrativo, è comunque significativo sotto il profilo politico. «I rappresentanti della comunità varesina si sono riappropiati del dibattito politico sul futuro della sanità cittadina, dopo anni in cui le decisioni venivano delegate alla Regione, anche in maniera piuttosto burocratica» afferma il capogruppo della Margherita, Alessandro Alfieri.
Tutti d’accordo con il metodo insomma, centralità del Comune di Varese nel disegnare il nuovo volto della sanità cittadina, ma ancora poche certezze attorno alle quali costruire un percorso condiviso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2006
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