Clerici: “il Comune non è la Caritas e la Famiglia Castiglioni non è fatta di clochard”

Il consigliere comunale di An risponde all'A Margine

Gentile signor Franzetti,
approfitto del diritto di replica concessomi per fornire ai lettori ed ai tifosi della Pallacanestro Varese delle doverose precisazioni in merito al mio intervento di ieri sera in Consiglio Comunale.
Lei ha definito paradossale una situazione incresciosa di cui si sta facendo carico un’intera macchina comunale (definita da un suo collega di un quotidiano stampato "una massa di azzeccagarbugli che non sanno neppure contare da uno a cinque"…), di cui fa parte anche il Consiglio Comunale.
 
Tutti noi consiglieri (compreso chi ieri – e io non ero tra quelli – ha votato contro la proroga) siamo – chi più, chi meno -tifosi di Varese, e vogliamo che questa città continui ad essere rappresentata nel panorama cestistico italiano ed europeo.
Tuttavia è bene che i tifosi e i cittadini sappiano che da circa due anni il Comune di Varese è costretto a concedere proroghe alla società sportiva in questione, perchè i debiti si accumulano e nessuno li paga…
E’ vero, i proprietari della squadra hanno speso (e spendono tuttora) milioni di euro per mantenere vivo il basket a Varese, e tutti noi siamo loro riconoscenti.
 
Ma ci siamo sinceramente stancati di cedere mensilmente ai sottili ricatti di una proprietà che dopo aver firmato un contratto chiaro ed inequivocabile a condizioni più che vantaggiose, ha puntualmente disatteso le clausole dello stesso, divenendo di fatto morosa nei confronti del Comune e, quindi, dei cittadini di Varese.
Non ci stiamo più a passare per i "cattivi" di turno vestiti da usurai che chiedono continuamente soldi ai "buoni", i quali, poverini, questi denari non li hanno.
Signor Franzetti, nonostante tutta la buona volontà, noi non siamo la Caritas e, me lo consenta, la Famiglia Castiglioni non è un gruppo di clochard.
 
Nonostante ciò, mi sembra che il Comune di Varese stia facendo davvero molto per il basket varesino, e mi sembra ingiusto nei nostri confronti scaricare la colpa sull’amministrazione.
Ieri il Consiglio Comunale ha dato ai tifosi ed alla società Pallacanestro Varese l’ennesimo segno tangibile di amore per i colori della Città, tendendo ancora una volta una mano al Patron biancorosso, fidandosi ulteriormente delle sue promesse, nonostante le pessime premesse (mi perdoni il gioco di parole).
 
Chi mi conosce sa che sono tutt’altro che un bigotto maniaco dell’ordine-efficienza-lavoro (per me l’essere di Destra vuol dire ben altro…), e non era mia intenzione "fare la morale fuori luogo".
E lei sicuramente, signor Franzetti, non mi conosce, perchè quando pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se ho mai assistito ad una partita di prima divisione o del settore giovanile, fa un buco nell’acqua, poiché ignora che io sia un arbitro di calcio da quasi otto anni. Penso, quindi, di conoscere abbastanza bene la situazione in cui versa lo sport dilettantistico e giovanile, e conosco le condizioni contrattuali che gravano sulle piccole società della nostra città.
Società senza mecenati alle spalle, che versano ogni anno decine di migliaia di euro di affitto al Comune di Varese (il quale finora ha effettivamente fatto poco per migliorare impianti e strutture, ma che con questa Amministrazione non deluderà le aspettative), e che rispettano come orologi svizzeri le scadenze previste dai rispettivi contratti, senza piagnistei.
 
Alla Pallacanestro Varese non viene chiesto nulla di più: pagare come le altre società il canone di locazione del Palazzetto, nel rispetto delle istituzioni, delle altre società sportive, e soprattutto dei cittadini di Varese.
Una linea netta, quella di Alleanza Nazionale, non "democristiana", ma chiara e schietta nei confronti di società sportiva e contribuenti.
 
Signor Franzetti, stia tranquillo: nessuno vuole male alla Pallacanestro Varese, e voi giornalisti dovreste pesare un pochino di più le parole nei confronti di chi lavora per risolvere questioni così delicate.
Ieri anche noi di AN abbiamo votato a favore della proroga della concessione, nonostante la maggior parte del debito pregresso permanga. Siamo sicuri di aver compiuto la scelta giusta, per il bene di tutti, e siamo certi che questa volta la famiglia Castiglioni abbia compreso quanto è importante onorare gli impegni assunti.
 
Distinti saluti
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 dicembre 2006
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