Cochi e Renato, intramontabili “mostri” della risata

Tutto esaurito per la seconda edizione in provincia di "Canzoni e ragionamenti", in scena venerdì sera all'Apollonio

Una rimpatriata tra vecchi amici, con tanta voglia di raccontarsi le novità e ancor di più di scherzare sui vecchi tempi: così il pubblico dell’Apollonio ha accolto ieri sera Cochi e Renato, in gran forma per il nuovo spettacolo "Canzoni e ragionamenti, ovvero: nuotando con le lacrime agli occhi". Lo show, che li ha riportati alla ribalta, in coppia dopo sei anni, ha debuttato in prima nazionale proprio nella nostra provincia, con la due giorni al Teatro Condominio di Gallarate del 21 e 22 ottobre.

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E’ stato un vero e proprio mix di vecchi successi e nuove proposte, movimentato dall’alternanza tra le classiche "canzoni" da cabaret e i "ragionamenti" lucidi e disincantati, oppure semplicemente sconclusionati e divertenti del duo: il pubblico ha potuto destreggiarsi tra entusiasmo e battimani per i cavalli di battaglia di Cochi e Renato (La canzone intelligente, Nebbia in val Padana, L’uselin de la comare sono solo alcuni) e un po’ di riflessione sull’attualità a colpi di battute. "Nuotando con le lacrime agli occhi", sottotitolo dello spettacolo, è dedicato a un profugo clandestino che dalle coste dell’Africa si vede costretto a raggiungere Lampedusa a nuoto: è Cochi a dargli voce nell’ultima scena del primo atto, quando lo vediamo "nuotare" in camicia in un catino, al ritmo di una canzone malinconica e disincantata. Non sono mancate le gag sui personaggi famosi, dalla politica allo spettacolo, dribblando tra Fassino, Platinette e Tronchetti Provera.

Riuscitissimo soprattutto il secondo atto dello show, quando sono andati in scena molti degli sketch comici più famosi della coppia: così abbiamo potuto rivedere la favola del corvo e della volpe in forma un po’ "rivisitata", la scenetta tra il maestro Renato e l’allievo Cochi, lo scioglilingua sul capitano cappottato, il tutto condito dagli applausi degli spettatori che si sono divertiti a indovinare le gag in arrivo, tutti in attesa dello sketch preferito. A fare da indispensabile e ottima "spalla" la romagnola Goodfellas Band, che ha suonato dal vivo le musiche scritte da Enzo Jannacci: tutti insieme nel finale hanno salutato il pubblico, davanti alla scenografia in cui un grande ombrello sotto la pioggia ci ricorda che nonostante tutto "E la vita, la vita" resta ancora bella. Così Cochi Ponzoni diceva al Giornale : «Lo spettacolo racconta di un’Italia cialtrona, ma fantasiosa. Un po’ come noi due, che siamo rimasti cialtroni dentro. Soltanto un po’ invecchiati».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 dicembre 2006
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