Consiglio comunale bloccato da una revoca

La sostituzione del consigliere Pramaggiore(FI) in commissione bilancio scatena l'opposizione. Seduta paralizzata fino a tarda sera

C’era molta carne al fuoco, nella doppia seduta del Consiglio comunale convocata per il 20-21 dicembre. Bisognava – ad esempio – discutere la delicata questione del palazzetto dello sport, stabilire il piano di diritto allo studio e la convenzione per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Questioni politiche di un certo rilievo, insomma. Peccato che non ne sia stata affrontata neanche una. Il Consiglio comunale è infatti quasi completamente ruotato attorno al primo punto all’ordine del giorno, la revoca della nomina del consigliere Pramaggiore (Forza Italia) dalla commissione bilancio. Un passaggio apparentemente formale, che invece ha suscitato un lungo e acceso dibattito protrattosi fino alle 23.30, togliendo inevitabilmente spazio agli altri ordini del giorno.
La motivazione ufficiale della revoca è puramente tecnica: «Ho poco tempo per seguire i lavori della commissione» afferma il diretto interessato. Forza Italia vuole quindi sostituirlo con Toppeta. Pramaggiore, che tra l’altro non è iscritto al partito ed è stato eletto come indipendente, non si è però dimesso, perciò la sua revoca deve essere votata dal Consiglio comunale. Un passaggio che non piace all’opposizione, poco incline a credere alla natura tecnica del provvedimento. «Forza Italia ha dei problemi al suo interno e pretende di risolverli in Consiglio comunale – afferma Molinari della Margherita – Pramaggiore dovrebbe dimettersi, come è sempre stato fatto in questi casi, facendo in questo modo si crea invece un pericoloso precedente». «La presenza ingombrante di Forza Italia ci ha costretti a parlare delle questioni interne a questo partito invece che dei problemi della città» rincara la dose Zappoli, di Rifondazione comunista. Ben diversa, ovviamente, la lettura dei fatti da parte degli azzurri: «Sostituire un consigliere è un fatto di democrazia – afferma il capogruppo Colombo – non è certo per colpa della maggioranza che sono stati bloccati i lavori del Consiglio».

 
In effetti l’opposizione ha dato battaglia sulla questione, trovando qualche sponda nel centrodestra. Per 17 voti a 16 (più 4 astenuti) è passata la richiesta di Nicoletti (Movimento libero) che chiedeva il voto segreto sul provvedimento. E qui il Consiglio comunale ha dato davvero una brutta immagine di sé. Votazioni ripetute più volte, consiglieri che entrano ed escono dall’aula, conti che non tornano, al punto che il presidente Morello ha dovuto ricorrere alla chiamata nominale per ciascun consigliere. Alla fine, nella votazione segreta sul provvedimento, Forza Italia è riuscita a cavarsela, evitando il tranello dei franchi tiratori. Anche i consiglieri alleati che in precedenza avevano votato con Nicoletti e il centrosinistra hanno fatto una parziale marcia indietro, dando via libera alla revoca per 21 voti a 16.

Risolta la questione, rimangono gli strascichi polemici. «Negli ultimi tempi avevamo fatto delle aperture nei confronti della minoranza – afferma Ghiringhelli, capogruppo della Lega – ma se questo è il risultato saremo costretti a rivedere il nostro atteggiamento. L’opposizione si è impuntata su un cavillo burocratico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2006
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