Dio sul banco degli imputati con Ottavia Piccolo

Intervista con l'attrice che venerdì 15 e sabato 16 dicembre alle 21 esordirà in "prima" nazionale al Teatro Condominio Vittorio Gassman con uno spettacolo sulla shoa

Ottavia Piccolo è una vera e propria icona del teatro italiano. Da oltre trent’anni calca le scene più prestigiose, ha lavorato con Ronconi, Strehler, Squarzina, recitato davanti alla cinepresa al fianco di Alain Delon e Adriano Celentano. Un pezzo della sua storia, cominciata nel 1949 a Bolzano, porta dritto dritto a Gallarate: era il 1968 quando, per la regia di Squarzina, portò al Teatro delle Arti di Don Alberto Dall’Orto la shakespeariana “Misura per misura”. Dopo aver inaugurato la ristrutturazione del Teatro del Popolo, venerdì 15 e sabato16 dicembre sarà al Teatro Condominio Vittorio Gassman “ con “Processo a Dio”, testo del giovane Stefano Massini. 

«Sono contenta che Gallarate ci ospiti ancora una volta. È molto importante il fatto che abbiamo potuto provare e allestire lo spettacolo per tanto tempo in un teatro bello, nuovo e funzionante. Ormai Gallarate è una sorta di piccola Broadway: è bello per noi sapere che c’è attenzione per il nostro lavoro. Ci hanno accolto e coccolato. Veder nascere la scenografia, provare e poter lavorare nel teatro dove si debutta è fondamentale». 

Senza Don Alberto lei non avrebbe conosciuto Gallarate e i gallaratesi avrebbero perso una serie di occasioni culturali importanti…

«Certamente. Don Alberto può essere considerato il padre del teatro a Gallarate: senza di lui i quattro teatri di oggi non credo ci sarebbero. Lo conosco da trent’anni, mi fa piacere tornare e vedere una città rinata. Alle Arti vengo con piacere ogni volta che i miei spettacoli sono inseriti nel sempre prestigioso cartellone elaborato da Don Alberto: oggi con il Popolo e il Gassman le occasioni si moltiplicano».  

È solo Gallarate che si è svegliata o ritrova un fermento nuovo anche nel resto d’Italia?

«In giro per l’Italia c’è una rinascita, l’attenzione è alta, gli stimoli sono tanti e l’offerta sempre più ampia. Se aggiungiamo che la televisione è sempre peggio, la gente ha voglia di uscire di casa e il teatro è un’opportunità che viene colta con sempre maggior entusiasmo». 

“Processo a Dio” verrà presentato in “prima” nazionale al Teatro Condominio. Che tipo di spettacolo è?

«È stato scritto da un giovane autore poco più che trentenne, Stefano Massini. È uno spettacolo che invita a riflettere su un tema sempre molto attuale: si parla di Shoa, di memoria, argomenti mai abbastanza discussi e per i quali non bisogna abbassare la guardia. La violenza è la parte nera dell’umanità ed è sempre in agguato, affrontare temi simili è una missione importante. Non si parla direttamente della Shoa, si propongono domande che l’uomo si fa da secoli, non è un documentario sullo sterminio, ma si racconta il “dopo” di chi ha vissuto la tragedia». 

Il tema di “Processo a Dio” assume una valenza ed un’attualità ancora maggiore se pensiamo a quanto sta avvenendo in Iran.

«È un argomento forte e scottante, senza dubbio. Sapere che mentre recitiamo e proviamo ci sono persone, popoli interi, che organizzano un convegno per negare l’esistenza stessa di una delle tragedie più gravi del ‘900, aumenta la nostra volontà di ricordare, lavorare sulla memoria e discuterne. Bisogna ricordare di continuo, è gravissimo che si affermi che la Shoa non sia esistita». 

Lei, da sempre, ha scelto la strada del teatro civile, “politico”. Come reagisce il pubblico?

«Il teatro “politico” è una scelta chiave. Facendo teatro ci occupiamo della comunità, della “polis”. Nella mia esperienza ho parlato di desaparecidos, Israele e Palestina, mafia, diritti delle donne, Shoa. Negli anni è cresciuta la voglia della gente di sapere, di farsi domande. Il pubblico è maturo, molto di più rispetto a quello che vogliono far credere. Il rapporto con chi è in sala è fondamentale: a teatro si deve andare con il cervello acceso, partecipare con la fantasia, collaborare con gli attori. Con “Processo a Dio” vogliamo lanciare una provocazione e non far dimenticare l’immane tragedia della Shoa».   

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15 e 16 dicembre, ore 21

Teatro Condominio Vittorio Gassman

“Processo a Dio” di Stefano Massini

Regia di Sergio Fantoni

Con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani, Silvano Piccardi, Olek Mincer, Marco Cacciola, Francesco Zecca

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2006
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