E se la clinica Santa Maria andasse a un privato?

L'azienda ospedaliera potrebbe dare in gestione a terzi il reparto dove ospitare a pagamento i propri pazienti. Pochi, nel territorio, i possibili pretendenti

Chiusi gli stati generali con un grande interrogativo e qualche certezza, il riflettore viene puntato ora su Velate e via Bernardino Luini. Le cessioni sono state approvate all’unanimità, o quasi, dalle parti istituzionali e politiche invitate a confrontarsi sulla sanità futura di Varese.
La clinica immersa nel verde che ospita oggi odontoiatria e la neuropsichiatria infantile può rivelarsi un ottimo affare per l’azienda varesina per le casse dell’ospedale.

Ma c’è un altro affere che potrebbe interessare all’azienda ospedaliera e che riguarda il destino della Santa Maria. Indicata come la miglior soluzione, oggi, per ospitare il reparto solventi, obbligatorio dal luglio 2007, la sua trasformazione alberghiera con camere private potrebbe anche non interessare direttamente al Circolo che la darebbe in affitto a privati.

La possibilità non è poi del tutto peregrina, come dimostra la scelta, del tutto legale, fatta dal San Matteo di Pavia: l’importante è che i medici e le strutture legate al reparto solventi siano aziendali.

Lo scenario che potrebbe aprirsi, quindi, è quello di un privato che affitti la palazzina e offra il servizio di ricovero a pagamento pagando un canone all’ospedale.

Interessati possono essere privati che già operano nel settore alberghiero, soprattutto nel campo della residenza sanitaria o socio-sanitaria.

Nel nord della provincia le strutture esistenti si contano sulle dita di una mano: la Fondazione Molina, che rappresenta la principale struttura residenziale per anziani, con un reparto destinato a funzioni riabilitative proprio in accordo con il Circolo, piuttosto che la casa di cura privata Le Terrazze di Cunardo, la cui trattativa per l’acquisizione della Quiete, sembra, si sia arenata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2006
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