Eco ’90: «Basta ampliamenti dei centri commerciali a Saronno»

L'associazione chiede agli amministratori saronnesi di fermare quella che viene definita "un'ottica perversa" che congestiona la viabilità e mette a rischio le piccole attività commerciali

Riceviamo e pubblichiamo:

Il previsto ampliamento del supermercato Esselunga di Saronno, si inserisce in un’ottica perversa di continue concessioni per la grande distribuzione. In questo senso, un simile progetto è quanto di più dannoso per il tessuto commerciale, viabilistico ed urbano della zona.

Il nodo “uscita autostradale di Saronno – La Rotonda – Esselunga” è il più caotico del sud varesotto. Convogliare ulteriori veicoli in un incrocio così congestionato è quanto di più deleterio si possa fare (è come dare ad un ubriaco, dopo che ha già bevuto sei bicchieri di vino, anche il settimo!).

E’ strano che nel saronnese (facente parte di una delle provincie più ricche d’Europa) non si abbiano risorse per sistemare definitivamente la viabilità in un simile incrocio. Forse si vogliono far passare altre soluzioni seguendo la logica del tanto peggio – tanto meglio.
Sulle strade della nostra provincia si stanno facendo molte rotatorie con bei giardini ma senza costruirvi intorno centri commerciali. Qui da noi, invece, per le soluzioni viabilistiche bisogna comunque, chissà perchè, aprire o ampliare centri commerciali.

Il sistema di rotonde che era previsto sul progetto Aries 2000, ci sembra ancora valido ma non bisogna caricarlo con ulteriori incrementi di traffico. Un territorio con indici commerciali di gran lunga superiori rispetto ad altre zone, non aiuta al mantenimento dell’equilibrio  del tessuto sociale.

Bene fanno quindi gli amministratori di Uboldo e del saronnese a preoccuparsi per le scelte poco lungimiranti del comune di Saronno. Bene fanno i commercianti locali ad esprimere preoccupazione per il continuo destabilizzarsi del sistema commercio e per i rischi di chiusura dei loro esercizi.

Amministrazioni come Uboldo che investono per rendere più gradevoli i centri cittadini e favorire il piccolo commercio, devono invece subire lo strapotere di attrazione di questi grandi centri commerciali. Saremmo grati all’Amministrazione di Saronno se riuscisse ad ottenere in Provincia o in Regione risorse per le nostre comunità (che pagano le tasse quanto i cittadini di Saronno) che a buon diritto reclamano per risolvere i problemi (che non sono sciocchezze!) del nostro territorio, piuttosto che affidarsi ai "regali" o ai "punti fedeltà" di qualche nuovo centro commerciale!

Il nodo centrale della questione si articola su queste tre domande, sulle quali chiediamo a tutti di riflettere:
1) E’ giusto favorire ancora un modello economico distorto come quello della concentrazione in grandi centri commerciali?
2) E’ corretto continuare in una politica che porta e porterà come conseguenza la chiusura di molte piccole attività e negozi a Saronno e in tutto il circondario?
3) E’ giusto scaricare sulla salute della gente gli inevitabili problemi di inquinamento?

E’ chiaro che a queste domande la risposta non può essere che un no, ma bisogna che a Saronno si rifletta anche sul fatto che:
1) una simile politica favorisce le grandi speculazioni di imprese esterne e danneggia gravemente le piccole e più qualificate attività dei negozi, gestiti nella gran parte dei casi, da titolari residenti.
Queste piccole attività vanno difese.
2) E’ indispensabile fermarsi a riflettere sul fatto che oggi per il nostro territorio servono misure di sobrietà, atte cioè a tutelare l’esistente piuttosto che ad espandere fino al collasso un tessuto urbano già caratterizzato da un’eccessivo consumo di territorio e da una massiccia cementificazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 dicembre 2006
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