Fabrizio Macchi si racconta a Villa Recalcati

Lo sportivo farà tappa alla sede della Provincia per l'iniziativa “Io non mi fermo”

Protagonista del ciclismo lo è di certo: trionfi italiani, podi mondiali, europei e olimpici. Medaglia di bronzo alle paraolimpiadi di Atene nel 2004 nell’inseguimento su pista, tre medaglie ai recenti Campionati del mondo IPC (International Paralympic Committee) ad Aigle solo per ricordare gli ultimi allori: Fabrizio Macchi non è solo un grande atleta: è il corridore simbolo della volontà di superare ogni barriera.

Una gioventù attaccata dal destino ma una forza d’animo capace di superare tutte le avversità hanno fatto di Fabrizio il testimonial della capacità di rinascere e affrontare la vita con grinta e decisione. Un messaggio che sta divulgando ai giovani attraverso un’autobiografia e una tournée teatrale dal titolo più che significativo (“Io non mi fermo”) che toccherà diverse città italiane. Mercoledì 13, alle 10,30, Fabrizio Macchi, testimonial della Provincia, sarà proprio a Villa Recalcati (incontro con la stampa in sala Consiglio), accanto al presidente Marco Reguzzoni, per illustrare la sua autobiografia e rinnovare l’appello ad un maggiore impegno nella lotta contro i tumori: della Firc (Federazione italiana per la ricerca sul cancro), Fabrizio è infatti uno dei protagonisti della campagna promozionale dell’Associazione.

Nato nel ’70 a Varese, sin da bambino pratica molti sport. A sedici anni un tumore al ginocchio costringe  i medici ad amputargli una gamba. La sventura non ferma il coriaceo carattere di Fabrizio che riparte da zero e approda al ciclismo, lo sport che gli darà così tante medaglie.

Fisioterapista della riabilitazione, Fabrizio porta letteralmente “in giro” il proprio messaggio con l’European Tour 2003. Si pedale attraverso l’Europa per 3000 chilometri e porta con sé il messaggio di sensibilizzazione verso i disabili.

E’ grazie al suo impegno che lo sport disabile approda nei telegiornali di Sky con una rubrica fissa settimanale che gli viene affidata. Analoga iniziativa sulla “rosea” con la Gazzetta dello Sport in prima linea a riaffermare la volontà e la capacità dei diversamente abili. Nell’ottobre di quest’anno si cimenta in un’impresa che risulta impegnativa ed estremamente difficile in condizioni “normali”, una tour da Lasha a Katmandu, 900 chilometri a 5000 metri di quota, affiancato dall’Ente spaziale europeo.

Sono state le tante esperienze come questa, la passione per lo sport, un carattere deciso, la volontà di spiegare la propria vita e le proprie scelte perché siano stimolo per i giovani, che hanno portato a scrivere a quattro mani, con Pietro Cabras, “Io non mi fermo”  un libro che ha colpito e coinvolto e che ha ispirato, col medesimo titolo, la tournée teatrale, spettacolo nato in collaborazione con Luca Pagliari  di Radio 24.

Un itinerario che non è solo consegnato a un libro o a una sceneggiatura ma che vuole entrare nelle scuole per insegnare ai giovani a non cedere mai e a trovare sempre nuovi incentivi. Perchè, come ripete Fabrizio, «la prima vittoria che realizzi è quella su te stesso».

a cura di Provincia di Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2006
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