Fassino: «Il Nord non è di destra»

Il segretario dei Ds incontra il mondo economico varesino alle Ville Ponti: «Sono qui per capire le aspettative del sistema produttivo, vogliamo fa ripartire l'Italia»

«Un incontro molto buono, cordiale e intenso». Così Piero Fassino ha definito il confronto che ha avuto sabato mattina, alle Ville Ponti, con il mondo economico varesino.

 

Sul tavolo della discussione la legge Finanziaria e le riforme strutturali che il Governo di centrosinistra affronterà il prossimo anno, quando si aprirà la cosiddetta “Fase 2”, più volte invocata dal segretario dei Ds. Fassino ha dunque iniziato un “giro del Nord” che, prima di Varese, lo ha portato in numerose grandi città dell’Italia settentrionale, da Bergamo a Treviso, da Genova a Venezia e molte altre ancora. «Vogliamo capire le aspettative ed ascoltare le domande che il mondo produttivo ci pone – spiega il leader della Quercia – e allo stesso tempo vogliamo spiegare cosa stiamo facendo per il Paese. Il nostro obiettivo è far ripartite l’economia italiana e per farlo abbiamo individuato una serie di priorità: riduzione del debito pubblico, investimenti nelle infrastrutture e nei servizi, fondi per lo sviluppo e tutela dei redditi delle fasce medio-basse, indispensabili per una ripresa dei consumi». Con la Finanziaria in dirittura d’arrivo e l’esaurimento della prima fase di governo, l’esecutivo di centrosinistra deve ora concentrarsi su nuovi obiettivi. «Interverremo sul sistema di previdenza sociale e sul mercato del lavoro – spiega Fassino – introdurremo gli ammortizzatori sociali ed altre misure per fare in modo che la necessaria flessibilità non si trasformi in precarietà per il lavoratore, che ha diritto a una serie di tutele. Inoltre, faremo una riforma radicale del pubblico impiego, riducendo la burocrazia, e realizzeremo il federalismo fiscale».

 

Nell’incontro con le associazioni di categoria sono state affrontate anche le tematiche specifiche del territorio. «Varese è una zona caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese – afferma Fassino – aziende cui il governo è venuto incontro, riducendo il cuneo fiscale e istituendo una serie di fondi, come quello per l’internalizzazione o quello per la ricerca». Parlando del Varesotto, è impossibile non affrontare i temi di Malpensa e delle infrastrutture. «Penso che in Italia ci sia spazio per due grandi hub – chiarisce il segretario dei Ds – il problema di Malpensa non è la competizione con Fiumicino ma la definizione del suo ruolo sul territorio. Al Nord ci sono altri aeroporti, come Verona e Venezia, che attirano un notevole volume di passeggeri, ci vuole quindi una regia che stabilisca con coerenza il ruolo di ciascun scalo». Anche sulle infrastrutture dalle Ville Ponti esce un messaggio chiaro: «Abbiamo fatto investimenti importanti, dopo trent’anni sono stati stanziati i soldi per la Pedemontana».

 

Fassino ha quindi affrontato una serie di riflessioni di carattere più marcatamente politico. «Innanzitutto voglio sfatare il luogo comune per cui il Nord vota centrodestra. Cinque regioni su sette sono in mano al centrosinistra, così come la maggioranza delle province e dei comuni; inoltre, dei grandi centri solo Milano è governata dalla Casa delle Libertà». Il leader diessino guarda con favore all’ipotesi dell’Ulivo del nord. «Sono un uomo del Nord – afferma – tutto ciò che vi fa riferimento mi fa piacere. Abbiamo detto più volte che molti elettori si riconoscono nell’Ulivo ma non nei partiti che lo compongono, e quindi vi è la necessità di allargare la nostra base sociale. Questa tendenza è particolarmente forte nella parte settentrionale del Paese, quindi ben venga l’Ulivo del nord, se inteso in questo senso». Infine, nella terra che ha dato i natali alla Lega, Fassino manda segnali di apertura al Carroccio. «Sulle riforme istituzionali occorre ricercare il più ampio consenso possibile e in questo contesto la Lega è un interlocutore, dato anche che ci sono delle sensiblità comuni su certe tematiche».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2006
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