Fogna a cielo aperto nella Valle della Fornace

Morti quattro cani, il custode della villa sul cui terreno scorre il fiume denuncia: «Inquinamento alle stelle, nelle acque ho trovato materiale ospedaliero»

Un tempo era una sorgente pura, dove si andava a pescare. «Cinquant’anni fa ci prendevo le trote e i gamberi di fiume» ricorda Ferruccio Corbani (foto), custode della villa della baronessa Ferrari, nel cui prato scorre il fiume. Oggi la Rugia Nuova è invece un reticolo fognario, che raccoglie gli scarti, tra gli altri, anche degli uffici finanziari del Comune e dell’ospedale di Circolo.

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Fogna a cielo aperto a Varese 4 di 10

Nel tratto davanti alla tenuta, nella valle della Fornace (tra viale Europa e Capolago, scendendo lunga via dei Boderi), il ruscello scorre a cielo aperto. Nelle ultime tre settimane il signor Corbani e sua moglie hanno notato un notevole sviluppo del livello d’inquinamento delle acque, come non era mai accaduto prima. «La notte non si dormiva per il forte odore e la mattina, appena alzati, ci bruciavano gli occhi e la gola» afferma il custode. Alla Rugia Nuova stava succedendo qualcosa di strano, e la conferma non ha tardato ad arrivare. Uno dei cani pincher del signor Corbani si ammala gravemente, vomita sangue. Muore quasi subito, seguito da altri tre esemplari della stessa razza. «Quando è morto il primo cane sono andato subito a controllare il fiume– spiega Corbani – anche perché mio cane da caccia non aveva fatto il bagno, fatto piuttosto insolito. In effetti l’acqua era parecchio più sporca delle altre volte, ho notato anche guanti di lattice e altro materiale di ambito ospedaliero». Il custode della villa ha subito avvertito l’ufficio fognature, che ha mandato dei tecnici per il sopralluogo. Il responso parlava di uno sbagliato allacciamento del reticolo fognario con l’Ospedale di circolo. Passata una settimana la situazione non migliora, muoiono gli altri pincher, così Corbani informa direttamente il Comune, che manda una pattuglia della Polizia locale a verificare la situazione. I Vigili affermano che sono caduti dei sassi nel tombino della fognatura, ostruendo così il fluire della corrente e impedendo un ricambio più celere delle acque.

Oggi, dopo tre settimane, la situazione sta migliorando, ma i segni di forte inquinamento rimangono ancora ben visibili nel torrente. «Mi sono rivolto agli uffici competenti perché non volevo sollevare un polverone – spiega Corbani – non voglio creare polemiche con l’ospedale, però la città dovrebbe avere più cura dei corsi d’acqua.: una volta il ruscello era una sorgente, oggi è una fogna». Un problema serio, reso ancora più grave dal fatto che le acque del Rugia Nuova finiscono nel Lago di Varese, da poco tornato balneabile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2006
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