Gli scout festeggiano il Natale… ma qualcuno non è d’accordo

Una lettrice ci scrive per lamentare gli schiamazzi degli scout nell'area dell'ex macello di via Pepe. Gli interessati controbattono: «Abbiamo rivitalizzato un'area degradata»

È stata festa grande ieri all’ex macello di via Pepe, ora sede del Gruppo Scout Agesci Busto Tre. Millecinquecento persone si sono riunite per celebrare l’ormai prossimo Natale, dopo la messa in San Giovanni. Fra le attività da segnalare, il mercatino, che ha permesso anche di incrementare la raccolta fondi. Le spese per la ristrutturazione della sede, in cui il gruppo è attivo da alcuni anni dopo averla ricevuta dal Comune, hanno infatti raggiunto nel tempo gli 80.000 euro, coperti interamente con fondi e offerte raccolti tra soci e simpatizzanti e tramite iniziative di autofinanziamento. L’ultima proposta lanciata dalgli scout è quella rivolta ai bustocchi di portare alla sede di via Pepe gli alberi di Natale veri (non quelli di plastica, quindi, ma il buon vecchio legno) piuttosto che buttarli: saranno piantumati nel giardino

Tutto bene, dunque, per gli scout? Fino ad un certo punto: c’è chi sulla loro presenza ha qualcosa da ridire, come la lettrice che ci scrive, in sospetta coincidenza con l’evento domenicale. Agostino Valentini, capogruppo di Agesci Busto Tre, sospira: «A parte che chi non si firma con nome e cognome non dovrebbe avere risposta, così su due piedi mi viene in mente che accanto alla nostra sede abita un’anziana signora che conosciamo fin troppo bene, dal momento scende spessissimo a lamentarsi per gli schiamazzi. Forse questa donna non ricorda di essere mai stata giovane. In passato mi ha tempestato per telefono per tutta una serie di cose – ad esempio mi riteneva responsabile del fatto che alcuni bambini lasciassero cartacce in giro, o mi chiedeva di attivarmi – io – presso il Comune per far riaccendere un lampione fulminato sulla strada…».

Difficile che l’anziana signora sia la Francesca che ci scrive lamentando "insopportabili schiamazzi", se non altro per la modesta probabilità che una donna anziana usi il computer: sarà una vicina. Comunque sia, la questione resta: gli scout sono lì, ma non tutti ne gradiscono la presenza. Paradosso di una società dove si vive in una frenesia caotica continua, fra stimoli e rumori di ogni tipo, ma al ritorno a casa tutti pretendono (invano) la pace di una baita di montagna.

Valentini tiene a precisare: «Schiamazzi? Le nostre attività non si svolgono mai in orari "non regolari", siamo lì mattina e pomeriggio, al più qualcuno potrebbe avere fastidio qualche sera d’estate per le chiacchiere di chi si ritrova in sede. Ben 550 ragazzi sono iscritti ad Agesci BustoTre, svolgiamo una funzione educativa essenziale, più che mai di questi tempi e con i modelli che corrono. E comunque la sede di via Pepe, l’ex macello cittadino, è un’area che abbiamo recuperato e rivitalizzato, togliendola al degrado a nostre spese». L’alternativa era diventare l’ennesimo dormitorio per sbandati e clandestini. «Davvero non capisco queste lamentele, è un po’ come se si chiedesse ad un oratorio di spostarsi perchè dà fastidio, o come se la domenica pomeriggio qualcuno andasse alla Speroni a dire allo speaker di tacere e ai tifosi di non fiatare neanche ai gol, perchè gli rovinano la siesta… Non dico che non ci sia mai
del chiasso, è successo una mattina alle 8,30, orario normalissimo, che
stavamo caricando 500 ragazzi su nove pullman per andare al Sacro Monte
di Varese, e in quel caso ci sono state delle proteste, però sono casi
isolati. Gli spazi dell’ex macello però sono importanti per noi, ne abbiamo bisogno per i giochi e le attività dei ragazzi».

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2006
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