I ragazzi del liceo adorano il basket. Su sedia a rotelle

Dopo la singolare gita su sedia a rotelle ecco la nuova iniziativa dei ragazzi dell'istituto gallaratese. Che oggi hanno sfidato l'HandySport

«Vedi queste fiacche? Me le sono fatte con gli allenamenti di martedì sera». Così esordisce Andrea Bonollo, uno dei ragazzi dei licei di viale dei Tigli che questa mattina, venerdì 22, ha deciso di sfidare i ragazzi disabili della HandySport Varese in una spettacolare partita a basket.

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I ragazzi dei Licei sfidano gli atleti disabili 4 di 17

Già, per festeggiare l’ultima lezione prima delle festività natalizie, gli studenti hanno gremito la palestra dell’istituto per assistere ad una singolare sfida, che vedeva alcuni loro compagni gareggiare con i bravissimi atleti disabili della HandySport. Teoricamente si potrebbe dire che la sfida è stata "alla pari": i sette ragazzi scelti dalle quinte A e C del liceo (oltre ad Andrea c’erano anche Michele Costalonga, Davide Oldrini, Luca Nicosia, Andrea Grimoldi, Lorenzo Faroni e Mario Sanfelice) si sono messi su delle sedie a rotelle, e si sono allenati per diverse settimane, giusto per prendere confidenza con lo strumento. In realtà non c’era partita ovviamente: l’esperienza degli atleti ha totalizzato un punteggio di 23 a 0 in un solo quarto di tempo, mettendo in durissima difficoltà i ragazzi del liceo, letteralmente stremati.


Poco importa, l’importante è giocare, dice Andrea: «È faticoso, ma mi piace. Mi hanno detto che anche i ragazzi senza disabilità possono gareggiare a certe condizioni, e non è male perché questo è un vero sport».

Questa iniziativa che ha coinvolto i ragazzi dei licei di viale dei Tigli è frutto di un progetto molto più complesso avviato dalle docenti Chiara Brivio e Raffaella Calbucci. Attraverso l’iniziativa "Senza barriere", infatti, ragazze e ragazzi dell’istituto si sono messi in prima persona sulla sedia a rotelle, per non rimanerne intimoriti e scoprire che è solo uno strumento, sul quale possono sedersi individui come loro.

Così, dopo una singolare gita a Milano, è arrivato il momento di parlare una delle lingue che i ragazzi conoscono meglio: lo sport, per mettersi in gioco, in tutti i sensi. E proprio attraverso questo linguaggio sembra essere nata un’ottima intesa tra gli atleti e gli studenti: «Sono tutti ragazzi allegri, scherzosi, racconta Andrea, non giochiamo e basta, ci conosciamo, parliamo, stiamo insieme».

Grande soddisfazione per l’iniziativa è stata dimostrata da Francesco Mondini, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia, e improvvisato cronista per la gara: «Praticare il basket in questo modo», spiega Mondini, «Permette ai ragazzi di vedere le cose in un’altra prospettiva, e io credo che questa esperienza proseguirà negli anni. Questa partita è stata decisa perché quando i ragazzi del liceo furono invitati a visitare il Niguarda, l’intesa con i pazienti era nata proprio quando furono invitati a giocare sulla sedia a rotelle: lo sport è stato il mezzo iniziale più utile ad abbattere le barriere».
Quello che colpisce è sicuramente l’impegno che i ragazzi del liceo hanno messo in questa gara, la loro ammirazione ne confronti degli atleti, del modo in cui maneggiano la sedia a rotelle, di come schiacciano. A prima vista possono sembrare disquisizioni singolari, ma quando si è veramente in sintonia, e l’idea della sedia a rotelle non viene percepita come un "problema", tutto risulta spontaneo e naturale. «La squadra sta persino valutando l’ipotesi di far giocare uno di questi ragazzi con loro, visto l’impegno che ci stanno mettendo, e che in serie B può esserci un membro della squadra senza handicap fisici», rivela Mondini.

Nel frattempo però, i sette ragazzi del liceo non hanno retto il confronto sportivo con i ragazzi dell’HandySport, e col sorriso sulle labbra hanno invitato i loro coetanei a sostituirli per l’ultimo tempo. E alla fine, con estrema naturalezza, diversi volontari sono entrati in squadra. Ovviamente, senza allenamenti né esperienza, non c’è stata partita. Ma di divertimento ce n’è stato moltissimo, e anche questa esperienza è stata in definitiva un grande insegnamento per i ragazzi, e un grande successo per il liceo, applaudito anche dall’assessore Gianni Sparacia, che ha voluto rivolgere un personale saluto ai ragazzi.
«Proseguiremo su questa strada, vogliamo organizzare altre attività di questo tipo», conferma con entusiasmo Chiara Brivio. Addirittura gli insegnanti stanno pensando ad un evento che potrebbe chiamarsi Giochi senza Barriere, un nome che è già un programma. La partita di oggi, nel frattempo, si è chiusa con una grande vittoria, da parte di tutti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2006
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