“Il mistero della tavoletta intagliata” alla chiesa parrocchiale di Cavaria

Il ritrovamento di un manufatto raffigurante il martirio dei santi Quirico e Giulitta e la scoperta di una serie di “storie nella storia”, mercoledì 13 dicembre alle 20.50

Racconterà la vicenda come la può raccontare un viaggiatore, ma uno di quei viaggiatori che, partiti per fare quattro passi fuori porta, si trovano costretti dalle circostanze a cambiare itinerario, e per di più con loro grande soddisfazione. Perché di un viaggio, in effetti, si tratta: quello in origine avviato per una ricerca sui 40 anni di vita del “Centro della gioventù” di Cavaria, passato attraverso il ritrovamento di un manufatto – una tavoletta intagliata raffigurante il martirio dei santi Quirico e Giulitta – e la scoperta progressiva di una serie di “storie nella storia” tali da poter permettere di riscrivere passaggi significativi nella vicenda delle umane genti di questo territorio. C’è molto più che l’annuncio della scoperta e del successivo restauro di un’opera d’arte, insomma, nell’incontro pubblico con cui Matteo Pistoletti presenterà mercoledì 13 dicembre “Il mistero della tavoletta intagliata”: «Quel piccolo capolavoro – commenta Pistoletti, nella vita architetto, attivo a Cavaria con Premezzo anche come presidente della Pro loco – ci ha dischiuso le porte di almeno tre secoli di storia locale, gettando un fascio di luce su personaggi che erano sfuggiti persino alle cronache e contribuendo a ricollocare il borgo in un ruolo diverso». Per dirne una: forse Cavaria non era propriamente un normale paesucolo di campagna, forse ci furono tempi in cui gli abitanti non se la passavano male, forse si respirava un’aria accettabile anche in periodi – ad esempio il Seicento spagnolizzato – che per altri furono soltanto sinonimo di lutti e rovina.

Il “forse”, beninteso, ci sta tutto. Così come un “forse” – meglio ancora: un punto interrogativo – rimane sospeso davanti agli occhi circa il nome dell’autore di quella tavoletta (22 centimetri la base, 27.2 l’altezza) emersa d’improvviso in estate dagli archivi parrocchiali e che già alla prima ripulitura si era rivelata prodotto pregevole di uno specialista. Un professionista dell’intaglio, dunque, e dotato di qualità artistiche indiscutibili: quello che Pistoletti, dopo un confronto che via via si è fatto sempre più fitto con il restauratore Franco Petrosemolo, definisce per il momento come «il maestro di Cavaria», nella speranza di un qualcosa di imponderabile e che cioè più fortunati indizi consentano di datare con sufficiente certezza il lavoro e, quindi, di “asciugare” l’elenco dei possibili autori. Circa il committente, invece, un’ipotesi c’è, e poggia su elementi probanti: un membro della comasca famiglia Gallio. Che cosa c’entrassero i Gallio (quelli dello storico collegio, e non solo) con Cavaria è un’altra tra le “chicche” pescate da Pistoletti: allo scioglimento del monastero benedettino in Cavaria alcuni fondi erano stati acquistati dal cardinale Tolomeo Gallio, in quel periodo segretario di Stato di papa Gregorio XII, e dunque il titolo di “signore di Cavaria” e le proprietà passarono alla famiglia che si imparentò successivamente con dinastie come i Borromeo e i Trivulzio. Di transenna, anche la collocazione temporale incomincia a delinearsi: tra il 1625 e il 1677 o giù di lì, come dire che quella della tavoletta è una presenza plurisecolare nella “dimensione” di Cavaria.

L’evento di mercoledì 13 dicembre è patrocinato dal Comune di Cavaria con Premezzo per tramite dell’assessorato alla Cultura. Il programma della serata: ore 20.50, preludio musicale con il coretto di Cavaria; ore 21.00, presentazione della tavoletta a cura dell’architetto Matteo Pistoletti (presidente della Pro loco di Cavaria con Premezzo) e del professor Franco Petrosemolo (restauratore dell’opera); ore 22.00, concerto della corale “Dinarda” di Albizzate, che proporrà il repertorio di canti nazionali e internazionali oltre ad alcune arie natalizie; alla conclusione, brindisi, panettonata e scambio degli auguri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2006
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