In aumento le forme di convivenza alternative al matrimonio

Un sondaggio condotto da una società di Zurigo svela le tendenze dei cittadini elvetici, che si scoprono più insicuri

Di fronte ai rapidi mutamenti della società, uno svizzero su due si sente a disagio. È quanto emerge da un’inchiesta effettuata dall’Istituto gfs di Zurigo.

 

La notizia è stata ripresa dal quotidiano online Ticinonews, che dà ampio risalto all’indagine. Nell’ultimo controllo del polso sociale degli svizzeri emerge che una gran parte della popolazione elvetica è disorientata e s’inquieta sull’evoluzione della società. Numerosi sono coloro che si sentono disorientati da fenomeni concretizzatisi a partire dagli anni ’90, quali le ristrutturazioni nell’economia, i cambiamenti tecnici, i movimenti migratori e la rimessa in discussione dei valori sociali. A definirsi insicuri sono in particolare le persone con un basso livello di formazione e gli anziani Quasi i due terzi degli intervistati fra i 65 e gli 84 anni, infatti, dicono di far fatica a stare al passo coi tempi.

 

L’indagine analizza in particolare la tipologia di vita sociale e familiare  prediletta dagli svizzeri. Mentre il matrimonio continua a godere di un certo prestigio, infatti, sembrano progressivamente guadagnare del terreno anche altre forme di vita sociale.
Il matrimonio continua ad essere un modo di vita che gode dei favori della maggioranza, anche se il tasso reale di matrimoni è basso e quello dei divorzi elevato. La stima di cui beneficia il matrimonio è tuttavia in calo se paragonata a quella di altre forme di vita comune o alla scelta di vivere soli. La vita in comune al di fuori dal matrimonio è oggi giudicata positivamente da quasi i due terzi degli intervistati (rispetto al 46% di venti anni fa).

Il 34% degli interrogati ritiene che il modello tradizionale di famiglia (con il marito che lavora per ottenere il reddito necessario mentre la moglie si occupa della casa) rimane il migliore.

Ma, al proposito, le risposte variano molto in funzione delle generazioni: le persone anziane hanno molto più rispetto del modello tradizionale rispetto ai giovani e alle persone di mezza età. Queste due ultime categorie preferiscono forme di “partenariato”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2006
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