In “Polli d’allevamento”, tutta l’attualità di Giorgio Gaber

Domani, mercoledì 13 dicembre, al Teatro Giuditta Pasta Giulio Casale ripropone uno degli spettacoli di teatro canzone più importanti del cantautore scomparso nel gennaio del 2003

Una serata per far rivivere uno degli spettacoli di teatro-canzone più belli di Giorgio Gaber. La proposta viene dal Teatro Giuditta Pasta di Saronno, dove domani, mercoledì 13 dicembre, alle 21, la Fondazione Giorgio Gaber e il Teatro Filodrammatici- Stabile d’Innovazione diretto da Emilio Russo, presentano "Polli d’allevamento", scritto da Gaber con Sandro Luporini, e interpretato da Giulio Casale, con musiche originali arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio.

"Polli d’allevamento", rappresentato nel corso della stagione teatrale 1978/1979, è stato sicuramente uno dei più importanti spettacoli scritti e interpretati da Giorgio Gaber negli anni ’70 a chiusura di un decennio contrassegnato da eventi teatrali memorabili iniziati con "Il Signor G" e proseguiti poi con "Dialogo tra un impegnato e un non so", "Far finta di essere sani", "Anche per oggi non si vola" e "Libertà obbligatoria". E’ proprio nel corso di quegli anni che Giorgio Gaber si afferma come protagonista assoluto del teatro italiano e al tempo stesso come riferimento critico ed illuminante per un’intera generazione che lo ha costantemente accompagnato nel corso del decennio.

«Con "Polli d’allevamento" accade qualcosa di importante e di decisivo nel percorso critico e intellettuale dell’artista e del suo co-autore Sandro Luporini – spiega Giulio Casale (nella foto) –  la polemica nei confronti di una ‘razza’ alla quale si erano sentiti legati da un totale, per quanto critico, senso di appartenenza, arriva qui al suo massimo livello espressivo. E da quel ‘noi’ attraverso il quale fino ad allora si erano espressi, gli autori passano ad un irrimediabile e definitivo ‘Io’ sempre più isolato, polemico e antagonista. Quando la Fondazione Giorgio Gaber mi ha chiesto di riallestire questo spettacolo ho sentitamente ringraziato. C’è qualcosa di eccelso nella prosa, nella cifra linguistica scelta, nella musicalità (forse mai così espressiva) impreziosita dalle orchestrazioni di Franco Battiato, e c’è qualcosa di realmente dirompente a livello dei contenuti che per l’appunto lo confermano non solo attuale ma direi addirittura necessario anche ora, quasi trent’anni dopo».

Nel ri-allestimento dell’opera si è voluta mantenere una fedeltà assoluta alla produzione originale del 1978. Le basi musicali dello spettacolo sono quelle utilizzate dallo stesso Giorgio Gaber e splendidamente arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio e l’impostazione delle luci di scena ricalca fedelmente il disegno originale di regia. La vera posta in gioco di questa prima riproposta del Teatro Canzone da parte della Fondazione Gaber e del Teatro Filodrammatici è dimostrare la grande attualità della sua opera, la forza straordinaria della sua scrittura e della sua musica che non risentono affatto del passare del tempo e che, proprio per questo, consacrano Giorgio Gaber tra i classici del teatro italiano.

Ingresso con biglietto posto unico: euro 21,50.
Per ulteriori informazioni:
www.teatrogiudittapasta.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2006
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