La Linea Cadorna di Voldomino deve tornare alla luce

La Sovrintendenza ha chiesto ulteriori rilievi e lo sbancamento della terra per verificare se la galleria ha subito danni

Ora si dovrà riportarla alla luce per vedere in che condizioni è.  Il caso della Linea Cadorna di Voldomino, al posto della quale si vogliono costruire quattro villette, è arrivato fino alla Sovrintendenza dei beni architettonici. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 13 dicembre, si è tenuto un sopralluogo sul cantiere di via Campaccio, fermo da quasi un mese,  alla presenza del funzionario dell’ente statale deputato alla difesa dei beni architettonici Astolfi (nella foto a sin.), del proprietario del terreno e della ditta costruttrice Domenico Buccinnà, del capo dell’Ufficio Tecnico architetto Stefano Introini, di Francesca Boldrini, storica locale, e degli avvocati dell’impresa e del Comune. Presente nel gruppo anche Antonio Trotti del museo della Guerra Bianca di Adamello (Brescia), come consulente (nella foto in basso).

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La Linea cadorna prima delle ruspe 4 di 12

Il funzionario della Sovrintendenza ha voluto verificare lo stato dei lavori con tutta la documentazione prodotta della trincea. Riserbo sulle domande rivolte al progettista, geometra Mario Caccia, e del comune, l’architetto Introini. Dalle dichiarazioni di Trotti si è capito che la Sovrintendenza ha richiesto nuovo materiale per mappare il terreno e posizionare precisamente la trince sepolta dalla terra movimentata dalle ruspe. «Sono stati richiesti i rilievi aerofotogrammetrici del terreno in possesso dell’Ufficio tecnico – ha detto Trotti – sicuramente si tratta di manufatti che rientrano nella normativa della legge 78 del 2001 anche se bisogna dire che quel testo manca degli applicativi che specifichino cosa vale quanto. L’ideale sarebbe il ripristino totale». L’impresa, intanto, si è detta disponibile a far venire in luce la galleria appena dopo il periodo natalizio.

Ma di mezzo c’è un progetto di edificazione approvato e questo complica non di poco le cose, come sottolinea l’avvocato dell’impresa Davide Compagnoni:«Attendiamo i nuovi rilievi ma da parte dell’impresa che rappresento c’è tutta la volontà di collaborare con la Sovrintendenza – ha detto l’avvocato – certamente si dovrà trovare una soluzione ma le mosse seguenti saranno in funzione di quello che deciderà la Sovrintendenza». A seguito della visione dei rilievi si procederà ad una serie di carotaggi in profondità per capire sela trincea ha subito danni. Una possibilità ventilata è la modifica del progetto che rispetti i manufatti. Dall’incontro di oggi, infine, non è emerso con chiarezza se la trincea di via Campaccio abbia ancora un vincolo militare oppure no. Da quello che si è potuto capire, comunque, il demanio militare non si è mai interessato di svincolare tali aree e molte documentazioni sono ancora sotto segreto militare da quel lontano 1918.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2006
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