Linea Cadorna, il consumo del territorio porta a questo

Alessandro Barozzi, Lega, rilancia il caso delle villette a Schiera sulle trincee a Voldomino

Ancora una lettera da parte di un consigliere di minoranza sul caso delle villette in costruzione Linea Cadorna a Luino.

Il Prg della città di Luino è fortemente caratterizzato dalla filosofia del consumo del territorio e della edificazione a scapito della tutela di valori diversi. Le scelte dell’Amministrazione sono sempre ed inequivocabilmente assunte con sacrificio dei pochi spazi ancora non urbanizzati, senza alcuna considerazione delle criticità dovute alle fragilità specifiche del territorio.”  Per sapere che questa giunta non è in grado di salvaguardare l’interesse dei cittadini.  La nefanda vicenda che ci vede sulla bocca di tutti, non è frutto di una mia facoltà paranormale, ma solo di una profonda conoscenza della politica locale sino ad oggi perpetrata.

A poco sono valse le raccomandazioni fatte: il Piano per il Governo del Territorio, se male interpretato è dannosissimo. Non ancora questa neonata forma di governo, di gestione a 360° si è affacciata che,  alcune schegge impazzite del vecchio piano regolatore, una di enormi dimensioni, ci investe, ci ferisce e getta discredito sulla nostra visibilità. La nostra paura è che quanto è accaduto (visto che siamo un comune trainante per altri più piccoli, con tanto di presidenze ed incarichi speciali) vada a significare "signori Sindaci, realizzate pure in aree di vincolo, basta che non le identifichiate e che non conosciate il territorio che vi appartiene”?  In quel tratto non si era combattuto. E per fortuna non si è combattuto! E’una fortuna per i morti che allora non abbiamo avuto, ma anche per questa maggioranza che non sarebbe qui ad ascoltare il nostro sdegno, ma si troverebbe a rendere conto oltre che di un reato, anche  di un sacrilegio!

Ma abbandoniamo questo doloroso aspetto. Piuttosto, con quale atteggiamento ci porremo rispetto alla partecipazione all’Interreg con il Canton Ticino?  In una fase progettuale internazionale, finanziata anche dall’ O.N.U. oltre che dagli Enti Territoriali, che prevede il ripristino e la valorizzazione della Montagna, il nostro comune, invece di lavorare per seguire questo progetto, per recuperare, oltre che dal punto di vista ambientale, anche dal punto di vista degli insediamenti sia urbani, infrastrutturali  che storico culturali  (così come avviene per il nostro partner oltre confine) cosa fa? Abbatte, demolisce cancella la più importante traccia storica della prima guerra mondiale, pervenutaci pressoché intatta!

Quando tutti si muovono per proteggere, mantenere, valorizzare, addirittura rendere economicamente utile anche il più piccolo ed insignificante reperto storico, il nostro comune abbatte la linea Cadorna, oggetto di valorizzazione da parte di enti e comitati.

Ma forse pensiamo che “Marketing Territoriale” sia realizzare complessi a schiera?

Bene, chiudo qui. Inutile continuare a ribadire concetti chiari ed ormai di pubblico dominio grazie anche al pronto interesse ed al largo spazio che la stampa e i mezzi di informazione  hanno dedicato a questo, a dir poco increscioso evento.

Chiedo di produrre,  a norma della L. 241/90 copia della documentazione completa dalla quale si possa evincere il percorso che ha prodotto l’abbattimento della trincea o gli atti prodotti a salvaguardia e difesa della stessa.

Chiedo di sapere, come si intende gestire l’aspetto economico relativo alle spese di giudizio, ovvero, ci spiacerebbe che il cittadino si debba trovare nella condizione, già sperimentata, di dover risarcire danni a privati per errori ed omissioni dell’Ente gestore e di conoscere se, questa amministrazione, in relazione alle scelte fatte intorno alla linea Cadorna, si è relazionata con l’associazione Alpini, che tradizionalmente, culturalmente, è l’associazione preposta al presidio storico – culturale dei luoghi legati al ai conflitti della prima e seconda guerra mondiale.

Alessandro Barozzi, consigliere Area Civica/Lega Nord a Luino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2006
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