Macellazione, il rito s’è compiuto

Prima la preghiera a Cassano e poi il trasferimento nelle strutture scelte per il sacrificio dei montoni. Nessun incidente

Una quarantina circa i manifestanti leghisti venuti da tutta la provincia e riunitisi questa mattina, sabato 30 dicembre, a partire dalle 9, nel gelo e nella nebbia, davanti al macello di via per Oggiona a Solbiate Arno, dove è stata autorizzata per oggi la macellazione secondo il rito islamico prevista per la festività di Eid ul-Adha. L’antica festa musulmana ricorda l’episodio di Abramo che si rende disponibile a sacrificare a Dio suo figlio (Ismaele per la tradizione islamica, Isacco per quella ebraica e della Bibbia), salvo, provata la sua obbedienza, essere fermato da Dio stesso e trovare invece un agnello da offrire all’Altissimo. La protesta nasce dalla modalità di uccisione degli animali, che vengono sgozzati senza il preventivo stordimento cui dovrebbero essere sottoposti nei macelli.

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Macellazione islamica 4 di 10

Bandiere, qualche timido slogan e l’attesa delle auto dei musulmani che si erano dati appuntamento alle 10 al macello di Solbiate. E mentre i Leghisti, (a differenza degli anni scorsi, a Solbiate, non si sono visti rappresentanti delle associazioni animaliste) attendevano l’arrivo degli islamici, loro si sono ritrovati in più di mille al Crossodromo di Cardano per la preghiera di rito. Il momento che procede la macellazione si è svolto senza incidenti, anche se il circolo lonatese Excalibur aveva annunciato un presidio di protesta.
Dopo la preghiera il gruppo si è diviso e si è diretto nei vari punti della Provincia in cui era stato autorizzato il rito (Solbiate, Besano e Saronno). A Solbiate, intorno alle 10, sono giunte tre auto. Solo all’arrivo della prima, un fuoristrada, la tensione è salita senza però degenerare in qualcosa di più serio che non fosse qualche gesto all’indirizzo dell’autista; autista che non ha rallentato quando si è trattato di entrare nella via che porta al macello. In quel momento il segretario della Lega di Gallarate, Sandro Rech, stava parlando con i cronisti: il fuoristrada si è fermato a poche spanne da Rech che si è scansato e poi ha urlato: “Bravi, davvero bravi. Questo è quello che dobbiamo aspettarci da quelli come voi”.

Poco prima delle 10 è arrivato in via per Oggiona anche il sindaco di Solbiate Marco Riganti che ha subito spento i toni delle polemiche di questi giorni: “Posso non condividere fino in fondo questo rito ma ciò non significa che lo debba ostacolare. Sarebbe abuso di potere. Esiste una legge dello Stato che regola la macellazione degli animali,  se la si rispetta non vedo perché si debba intervenire per impedirne lo svolgimento. Certo, ha concluso il sindaco, l’ideale sarebbe che ci fossero macelli incaricati di ospitare il rito, macelli controllati in modo che ogni volta non si debba far fronte a polemiche o proteste”.
All’interno del macello tutto si è svolto secondo le modalità previste dal rito: una cinquantina gli animali, in prevalenza montoni, sacrificati. “La carne – ha spiegato uno degli arabi presenti – verrà poi divisa in tre parti: una andrà a noi, l’altra ai parenti e l’ultima agli amici”.


Nessun problema di ordine pubblico, quindi: sul posto pochi carabinieri e agenti di polizia locale, si è avuta solo l’accortezza di non far entrare nessuno che non dovesse uccidere gli animali all’interno della struttura, di proprietà privata.

Fra i presenti era anche Andrea Canazza, coordinatore della segreteria provinciale, che ha commentato in questi termini: «La nostra qui è una protesta importante, perchè va contro una visione molto molto lontana da quella della nostra società e del nostro mondo. Ancora una volta è la Lega e solo la Lega a mobilitarsi – rimarca Canazza – dimostrando che, gelo, nebbia o festività, il militante leghista è sempre disponibile». Il consigliere comunale di Solbiate Arno Maurizio Fozzato ha annunciato invece che la segreteria provinciale della Lega si impegnerà a far modificare la legislazione regionale esistente, in modo da ottenere che lo stordimento degli animali prima della macellazione divenga tassativo ed obbligatorio. «La nostra battaglia qui ha avuto aspetti giuridico-amministrativi e politici» spiega Fozzato. «Abbiamo chiesto di permettere la macellazione islamica solo in alcuni macelli autorizzati dalla Regione», argomenta, per poi ammettere: «Si sono cercate le varie vie possibili per bloccare la macellazione rituale islamica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 dicembre 2006
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