Mille pazienti chiedono “Che fine farà il nostro ambulatorio?”

Con l'apertura del nuovo monoblocco verranno rivisti i servizi ambulatoriali. I pazienti "scoagulati" temono di perdere l'assistenza

Agli inizio degli anni ’80 il reparto di medicina aprì un ambulatorio dedicato alla Sorveglianza dei Pazienti Anticoagulati – associato alla Federazione Italiana dei Centri per la Sorveglianza dei Pazienti Anticoagulati.
Un medico era a disposizione di una decina di pazienti che avevano problemi con il sangue, con la coagulazione, da tenere costentamente sotto controllo per evitare il verificarsi di trombosi, emorragie.

Nel corso degli anni, l’ambulatorio è cresciuto per numero di assistiti: ad oggi sono circa mille le persone seguite, schedate, curate dai due medici ( di cui uno "prestato" dall’università per svolgere attività di ricerca) con una segretaria ( stipendiata con i fondi per la ricerca) e due infermiere, che fanno 70-80 prelievi al giorno, spesso "prestate" dal reparto diretto dal professor Venco.

Negli ultimi tempi, l’umore nell’ambulatorio è diventato cupo. L’avvicinarsi del trasferimento al monoblocco del reparto di degenza ha impensierito gli assistiti sul futuro dell’attività. «Nel momento in cui i degenti verranno trasferiti al monoblocco, con il personale medico e infermieristico, cosa ne sarà dell’ambulatorio?»

La domanda, posta nelle sedi adeguate dell’azienda ospedaliera, non ha ottenuto risposta e il silenzio ha fatto scattare l’allarme.

Tanta paura, però, non sembra motivata: il nuovo monoblocco rivoluzionerà indubbiamente l’attività del Circolo senza, però, cancellare i servizi che si stanno erogando. La riorganizzazione dell’attività porterà, inevitabilmente, alla rivisitazione anche dell’area ambulatoriale che oggi è collegata la reparto di riferimento mentre domani sarà in un unico poliambulatorio centralizzato con personale infermieristico dedicato. All’interno della macroarea ci sarà spazio, quindi, anche per gli "scoagulati" che contineranno ad essere assistiti da medici e paramedici.

L’unica vera incognita rimane, a tutt’oggi, la divisione degli spazi riservata agli ambulatori che saranno ospitati nel padiglione centrale una volta che sarà ristrutturato ( non prima del 2008). E su questa partita i tempi rimangono incerti: «Le preoccupazioni sono infondate – assicura il direttore generale dell’azienda ospedaliera Carlo Pampari – non sarà possibile mantenere identico personale all’interno degli ambulatori, ma ugualmente saranno garantiti tutti i servizi. Chiaramente non sarà possibile spostare nel monoblocco l’ambulatorio che avrà sicuramente una sua collocazione appropriata».

I tempi, dunque, non sono strettissimi anche perchè sembrano allungarsi quelli relativi all’apertura del monoblocco. La data del 15 gennaio è ormai tramontata. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2006
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