Minori in difficoltà: a Gavirate apre una nuova casa

Inaugurato il Centro Polifunzionale. Due le case alloggio: Casa Patrizia, destinata a i bambini da 0 a 6 anni, e Casa Gloria per tre nuclei familiari

Sotto una pioggia battente è stato aperto ufficialmente il "Centro Polifunzionale" di Gavirate. Il centro, in via Marconi al 12, di fianco all’oratorio, è destinato ad ospitare sette bambini tra gli 0 e i 6 anni mentre, al piano superiore ci sono tre mini alloggi per nuclei familiari in difficoltà.

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Inaugurazione Centro Polifunzionale di Gavirate 4 di 12

Il taglio del nastro è stato affidato alle madri di due giovani donne scomparse tragicamente , dalla cui memoria, però, sono state costruite altrettante Fondazioni mirate all’assistenza dei minori: Patrizia Nidoli e Gloria Malfatti. Le due Fondazioni, infatti, insieme alla Fondazione Felicita Morandi, nata per volontà congiunta di Provincia e Asl, e alla Cooperativa Ilpasso, che gestirà di fatto la realtà sociale, hanno siglato la realizzazione del nuovo spazio di accoglienza.
Tra i presenti all’inaugurazione c’erano il Presidente della Provincia Marco Reguzzoni, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, vicepresidente della Fondazione Nidoli, il sindaco di Gavirate Felice Paronelli, accompagnato dall’assessore Luisella Cova, i dirigenti dell’Asl Pierluigi Zeli e Lucas Maria Gutierrez, Giuseppe Bonomi, in qualità di presidente della Fondazione Comunitaria del varesotto.

Il nuovo centro risponde all’ultima normativa che impone la chiusura degli orfanotrofi entro il 31 dicembre prossimo, per dare spazio a piccole comunità alloggio, con spiccate caratteristiche familiari.
Attualmente la situazione dell’accoglienza di minori in difficoltà sul territorio non è definita precisamente. La Provincia ha avviato un censimento delle strutture esistenti e sta vagliando le risposte pervenute. Si tratta, dalla prima analisi, di una trentina di istituti, che accolgono circa 250 bambini.

La riposta ai bisogni legati alla sistemazione di bambini, che vanno allontanati dal nucleo familiare con decreto del tribunale del minore o per sistemazione di gravi conflittualità interne, è ancora in fase iniziale: «La situazione è differente tra il nord e il sud della provincia – spiega Veronica Bonfadini, responsabile servizio adozioni Fondazione Patrizia Nidoli – al sud si è tratto soprattutto di riconversione di orfanotrofi in case alloggio, senza apportare, però, quelle modifiche strutturali che sono alla base della filosofia della normativa. Diversa è la situazione nel nord dove si assiste ad un fermento organizzativo interessante. Di fondo, però, c’è il fatto che la normativa che impone la chiusura degli orfanotrofi sottende anche una rivoluzione culturale. Si deve innanzitutto puntare sull’affido famigliare, costruire servizi per le famiglie che si avvicinano a questo istituto. Nonostante tutto, però, la nostra regione ha un sistema decisamente buono di assistenza, magari si dovrebbe investire di più sul coordinamento e sulla costruzione della rete. Ecco perchè la Fondazione Morandi è determinante».

Contenta anche l’assessore ai servizi sociali di Gavirate Luisella Cova: « È un centro molto importante ma è una goccia nel mare. La situazione è molto delicata e le strutture sul territorio limitate». Più dubbioso il collega varesino Gregorio Navarro: « Le risposte del territorio sono scarne. Ci piovono addosso condizioni veramente preoccupanti ma gli strumenti che abbiamo sono limitati. E il discorso è ancora più penoso per altre categorie a rischio che avrebbero necessità di assistenza»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2006
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