«Non solo bullismo, per la scuola ho grandi progetti»

A sei mesi dal suo insediamento, l'assessore comunale ai servizi educativi traccia le linee del suo programma

Si è insediata da soli sei mesi ma la sua impronta è già evidente. Patrizia Tomassini, docente dell’itis di Varese in seguito distaccata al servizio Paiss dell’Ufficio scolastico provinciale, è l’assessore ai servizi educativi di Varese: «Il mio assessorato dovrebbe occuparsi innanzitutto di scuola primaria. Ma io mi sento la responsabilità di tutti gli istitui scolastici del territorio. Sino ai 18 anni gli studenti devono trovare nel Comune un interlocutore attento e sollecito».

Così l’assessore, per esempio, sta tentando di far decollare un tavolo trasversale che si occupi di ambiente: «Se ci mettiamo insieme, con Provincia, Aspem e altre associazioni, possiamo costruire un pacchetto formativo che coinvolga tutti gli ordini di scuole in modo armonico, evitando il moltiplicarsi di iniziative che le scuole non possono seguire per mancanza di tempo».

E l’idea della collaborazione trasversale è una filosofia che l’assessore adotta in lungo e in largo: « Sin dal primo giorno ho chiesto di conoscere i dirigenti. Io sono convinta che scuole ed amministrazione debbano lavorare a stretto contatto: da una parte c’è la scuola con la sua offerta, dall’altra il Comune con le proposte parascolastiche. Io ritengo che le attività del pomeriggio debbano svolgersi in armonia e a completamento di quelle del mattino».

Il dialogo, per la professoressa Patrizia Tomassini è basilare anche per creare una sorta di supporto alla rete sociale a cui fa capo la scuola: « Nessuno si immagina il grave disagio in cui vivono numerosi bambini e ragazzi. La coperta del Comune è purtroppo corta e la situazione è spesso al limite dell’accettabile. Dobbiamo collaborare in modo trasversale, per non perdere nemmeno una briciola delle risorse a disposizione. Abbiamo fatto passi importanti sul fronte dell’integrazione culturale, puntando sull’alfabetizzazione che è il principale strumento a disposizione. Poi, però, c’è un fattore culturale che tutti tendono a sottovalutare: a volte chi arriva in Italia ha vissuto esperienze traumatizzanti. Parlo di piccoli che sono fuggiti, ma anche di bambini o ragazzi che si  ricongiungono e trovano una famiglia diversa, genitori cambiati da anni trascorsi lontano, a volte padri o madri che si sono rifatti una vita e hanno anche altri figli. È uno shock che spesso ingenera un rifiuto per la nuova esistenza».

Giovedì prossimo, l’assessore ai servizi educativi è chiamata a presentare il piano del diritto allo studio: «Innanzitutto voglio avviare un progetto contro il bullismo. Oggi si tende ad ingigantire un fenomeno che non si riesce a gestire. L’impulso ad alzare le mani si trova anche tra i bambini piccoli dove, però, spesso è più una dimostrazione di affetto e di gioco. Quell’impulso, se incanalato correttamente, può avere sbocchi positivi».

Tra le proposte ci sarà di nuovo il "pedibus" ( il tram "con i piedi" che conduce i bimbi a scuola) che, quest’anno, verrà effettuato all’elementare Carducci: « Oltre al fattore ambientale però – spiega l’assessore – mi interessa quello culturale. I bambini sono invitati a camminare per rendersi conto di dove sono, per guardarsi attorno, per capire lo stato di degrado delle cose ed interrogarsi sul perchè di quelle situazioni. Mi piace pensare che si tratti di una lezione di educazione civica. Ho visto i rappresentanti del consiglio comunale dei ragazzi avere atteggiamenti di rimprovero molto forte contro le istituzioni. Io vorrei che si partisse proprio da loro per capire il valore della cosa pubblica, il rispetto che ognuno deve portare proprio perchè di tutti. Se i bambini imparano il rispetto, diventeranno adulti consapevoli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2006
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