Olè, l’ennesimo cinepanettone

Il film di Vanzina con la nuova coppia Boldi e Salemme, prodotto da Medusa, non si discosta dai soliti prodotti natalizi di Aurelio de Laurentiis

Olè, una brevità che sa di già visto. Certo, come dice Vanzina i film di Natale non fanno male a nessuno e i critici amano accanirsi contro questa tipoliogia di film. Però, gli autori, il cast e i produttori, non fanno quasi nulla per uscire da certi clichè che generano film vuoti. “Quasi” perché Olè sembra invece non voler calcare troppo la mano sulla volgarità, come invece accade spesso nei cinepanettoni dei precedenti anni. Purtroppo però in questo “viaggio spagnolo” si ride poco, si sorride, qualche volta, ma niente di più. Il momento più divertente sono i titoli di testa animati che da  soli, stando attenti, raccontano già tutto il film, gag comprese.

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"Olè" con Massimo Boldi 4 di 17

Il film di Vanzina con Boldi e Salemme rispecchia sì la regola del film buono per tutti i gusti, con tutti i dialetti giusti, belle donne, gag a ripetizione, soprattutto fisiche. E di questo c’è da darne merito agli autori, ma per far dire che un film è bello non si deve semplicemente uscire un poco da piattume generale dei film natalizi.

Anche in Olè, come nei vecchi film di Boldi-De Sica, non c’è niente di quello che ha fatto grande la commedia all’italiana, non c’è uno straccio di analisi sociale, le battute sono scontate e già viste, come la trama. Vanzina dice di essersi ispirato alla commedia americana anni ’50, forse la più bella di tutta la storia del cinema, capace di far ridere e raccontare mondi con profonda leggerezza. Ma qui siamo anni luce da quel genere.

Il merito di Olè è quello di aver ampliato l’offerta al cinema rispetto ai soliti fiml di aurelio De Laurentiis. Così si crea la competizione e di solito, con il confronto, si cresce. Speriamo che, con gli anni, non diventi solo una moltiplazione del genere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2006
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