“Onde”, una vittoria del cinema indipendente

Proiettata al Cinema Manzoni la prima opera di Francesco Fei. Presenti il regista e l'attrice bustocca Anita Caprioli

Una chicca per il cineforum bustocco. “Onde”, il primo film di Francesco Fei, è stato proiettato ieri mercoledì 6 dicembre al Cinema Manzoni grazie alla collaborazione fra Sguardi d’essai e il Baff (Busto Arsizio Film Festival). Gli spettatori dovranno forse ringraziare l’infanzia bustocca della protagonista, Anita Caprioli, che ha probabilmente favorito l’arrivo della pellicola nella nostra città. Interamente prodotto da privati – principalmente dal regista stesso – Onde, non ha infatti ricevuto nessun tipo di sovvenzione statale, né per la produzione né per la distribuzione. «Non è facile fare cinema in questo modo – spiega Fei -. Il risultato è che un prodotto che ha ottenuto riconoscimenti non solo della critica, ma anche di molti festival internazionali, fa fatica a farsi conoscere e anche ad essere proiettato: basta pensare che esistono solo quattro copie del film. Nel nostro sistema non conta la qualità del lavoro, ma altre cose: questa è la realtà e anche continuare sulla strada del cinema indipendente non è una scelta che voglio fare. Finirei per essere semplicemente un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento».

E poi, quasi ci ride su il regista, c’è anche il fatto che Onde non è certamente un film da poco. «Richiede attenzione e partecipazione da parte dello spettatore: molte cose non sono dette, le ho lasciate all’interpretazione personale di ognuno». Non è facile infatti capire cosa si muove nella testa di Francesca – protagonista femminile del film – una giovane ragazza chiusa in se stessa, che vive con estremo disagio il “suo difetto fisico”, una voglia sulla guancia sinistra. Con lei, sullo sfondo di una Genova che è in realtà quasi co-protagonista insieme agli attori, c’è Luca, un musicista cieco. La storia d’amore fra i due nasce, ma soffocata dai problemi e dalle paure.

«Questo film è una metafora di quello che ognuno di noi vive come un problema nelle relazioni con gli altri – spiega Caprioli, -. È un film complesso che ha avuto una gestazione lunga e una volta uscito è stato osteggiato dal sistema. Nonostante questo vive grazie al passaparola: è una vittoria importante». E questa non è certo la prima scelta fuori dagli schemi per l’attrice nata a Vercelli, cresciuta a Busto e scappata poi nella metropoli milanese. Nella sua carriera infatti ha lavorato con alcuni fra i nomi più noti del panorama italiano attuale. «Sono stata molto fortunata e sono riuscita a lavorare con registi che hanno saputo darmi tanto. Il cinema italiano è vivo, ma non possiamo nascondere che oggi ci sono problemi legati ai finanziamenti, non certo alle idee».
Intanto, per entrambi, è ora il momento di pensare al futuro. Se per Fei, che nel frattempo di dedica ancora al mondo dei videoclip, il progetto è ancora nel cassetto, Caprioli ha invece ben due pellicole in uscita: Uno su due, di Eugenio Cappuccio e Non pensarci di Gianni Zanasi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2006
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